(Teleborsa) - Kruso Kapital ha archiviato i primi nove mesi 2026 con un miglioramento dei margini operativi e un andamento dell'utile netto pari a 4,9 milioni di euro, in linea con le previsioni del Piano Industriale 2026-2028, ma in flessione rispetto ai primi nove mesi del 2025, principalmente per effetto del rafforzamento della struttura e di componenti di costo connesse al percorso di crescita, all’Uplisting ed alle nuove operazioni di funding, alcune delle quali di natura non ricorrente.

E' quanto riporta una nota, aggiungendo che, al 30 settembre 2026, la società ha in essere circa 99,0 mila polizze di credito su pegno (di cui 81,0 mila in Italia, 17,3 mila in Portogallo e 688 in Grecia), per un totale impieghi pari a circa 177,1 milioni, in aumento del 14,6% a/a.

Nei primi nove mesi del 2026 il margine di interesse aumenta del 13,1% a/a, pari a 11,7 milioni, trainato dalla crescita degli interessi attivi. Tale crescita degli interessi attivi è guidata in prevalenza dai maggiori impieghi (+14,6% a/a) e dal contributo di CEP, che hanno più che compensato l’impatto della Purchase Price Allocation (circa -0,2 milioni). Gli interessi passivi aumentano a 4,2 milioni (+24,4% a/a) a seguito dei maggior impieghi ed in particolare dal 3Q26 dal maggior costo della raccolta legato alle nuove operazioni di funding.

Le commissioni nette si attestano a 15,1 milioni, in leggera flessione rispetto all’anno precedente, a seguito delle minori commissioni attive di Kruso Kapital in Italia (- 0,8 milioni) legate alle minori aste effettuate nel periodo (34 nel 9M2026 vs 50 nel 9M2025), al minor outstanding in asta e al minor contributo di Art-Rite, in parte compensate dal maggior contributo di CEP (+0,5 milioni) e dall’ apporto
positivo di ProntoPegno Grecia. Le commissioni passive aumentano di circa 0,2 milioni per l'applicazione della commitment fee alle linee bancarie in essere e delle fee connesse alle nuove operazioni di funding perfezionate nei primi nove mesi del 2026.

Come conseguenza degli andamenti sovra esposti, il margine di intermediazione aumenta del 3,0% a/a a 26,8 milioni (26,0 milioni al 30 settembre 2025), inglobando anche l’impatto del risultato netto delle attività finanziarie valutate al Fair Value. Si registra nei primi nove mesi del 2026 una redditività del credito su pegno pari al 25,1% (21,1% al 30.9.2025).

La situazione patrimoniale


Il Patrimonio Netto al 30 settembre 2026 ammonta a 63,1 milioni, in aumento rispetto al 31.12.2025 (pari a 58,3 milioni). Il Totale dei Fondi Propri (Total Capital) al 30 settembre 2026, su base individuale, ammonta a 30,2 milioni (lo stesso anche in termini di CET1), con il Total Capital Ratio (TCR) che sale al 31,0% rispetto al 30.6.2026 (30,8%). L'incremento del TCR su base trimestrale è attribuibile all'utile di periodo, il cui apporto risulta superiore alla crescita delle attività ponderate per il rischio (RWA), che registrano un incremento meno che proporzionale, passando da 95,2 milioni al 30.6.2026 a 97,6 milioni al 30.9.2026.

A livello di Gruppo regolamentare, a seguito dell’iscrizione di Kruso Kapital all’albo dei Gruppi Finanziari con decorrenza dal 23.6.2026, il Totale dei Fondi Propri (Total Capital) al 30 settembre 2026, è pari a 22,4 milioni (interamente in CET1). Il Total Capital Ratio (TCR) pari al 24,6% (24,1% al 30.6.2026) si basa su un totale attività ponderate per il rischio (RWA) pari a 90,8 milioni al 30.9.2026.

A livello di Gruppo regolamentare, il TCR nell’ipotesi teorica di applicazione oggi della CRR3, la cui entrata in vigore agli intermediari ex art. 106 TUB è subordinato all’aggiornamento della disciplina prudenziale di riferimento, sarebbe pari al 11,7%.

Le prospettive


I risultati dei primi nove mesi confermano l’andamento gestionale positivo e sono in linea con le prospettive indicate dal Piano Industriale 2026-28.

Pur in un contesto di elevata volatilità del prezzo dell’oro, il consenso di mercato resta orientato a quotazioni di medio periodo non inferiori ai livelli medi del 2025. Per l’ultimo trimestre si attendono impieghi coerenti con l’obiettivo di Piano e una marginalità in linea con i primi nove mesi, mentre il costo della raccolta risentirà della diversificazione del funding, considerata strategica dalla società e avviata anche attraverso la prima cartolarizzazione di crediti su pegno, perfezionata a settembre.

I costi della struttura, al netto degli oneri dell’Uplisting su Euronext Milan, crescono come previsto a Piano per la nuova organizzazione e governance. Il Piano stima per il 2026 un Cost/Income del 73,2%, per effetto degli investimenti e del percorso di deconsolidamento dal Gruppo bancario CF+.