(Teleborsa) - I giudizi delle imprese su vendite ed il fatturato si confermano nel complesso positivi, nonostante l'impatto del rincaro dei prezzi energetici su costi e margini di profitto. Questo consente alle imprese di confermare i loro piani di investimento per il 2026 e prevedere una ulteriore accelerazione della spesa nel 2027. E' quanto emerge dal consueto sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi pubblicato dalla Banca d'Italia.
Prospettive fatturato positive per i prossimi sei mesi
I giudizi delle imprese con almeno 20 addetti segnalano un'accelerazione delle vendite a prezzi correnti nei primi nove mesi del 2026, riconducibile anche alla più accentuata dinamica dei listini: il saldo tra la quota di imprese che hanno registrato un aumento del fatturato nominale nei primi nove mesi del 2026 e di quelle che ne hanno indicato una contrazione è salito a 26 punti percentuali (dai 18 precedenti), raggiungendo il valore più alto dal 2022, anche per effetto della più accentuata dinamica dei prezzi di vendita.
Il miglioramento ha riguardato soprattutto l'industria in senso stretto (manifattura), dove il saldo è tornato positivo (a 11, da -5); nei comparti energetico e tessile le valutazioni sono rimaste negative, benché meno sfavorevoli che nella precedente rilevazione.
Le prospettive sul fatturato restano favorevoli sia sul mercato interno sia su quello estero, nonostante il forte peggioramento delle valutazioni delle imprese del settore energetico. Il rincaro degli input energetici ha aumentato i costi di acquisto di beni e servizi e ridotto i margini di profitto, ma la grande maggioranza delle imprese continua ad attendersi di chiudere l'esercizio in utile. Le imprese prefigurano anche una crescita del numero di occupati nel complesso del 2026.
Confermata la spesa per investimenti
La domanda di prestiti bancari è rimasta pressoché invariata rispetto allo scorso semestre, mentre si è attenuato il miglioramento delle condizioni di accesso al credito. Tre imprese su quattro hanno giudicato la propria liquidità più che sufficiente a fronteggiare le necessità operative. Su queste basi, le imprese hanno in larga parte confermato i piani d'investimento programmati per il 2026; tra quelle che li hanno rivisti, hanno prevalso revisioni al rialzo nei servizi e al ribasso nell'industria. Per il 2027 si prevede un'ulteriore crescita della spesa.
Edilizia in rallentamento
Nel 2026 la produzione nel settore edile ha continuato a espandersi, ma a un ritmo significativamente più basso: il saldo tra le imprese edili che hanno aumentato la produzione nel 2026 e quelle che l'hanno ridotta è rimasto positivo (12 punti percentuali), ma si è dimezzato rispetto al 2025. Analogamente, si sono indebolite le valutazioni sull'attività nelle opere pubbliche: il saldo si è ridotto a 13 punti (da 24) e la quota di imprese che ha segnalato un impatto positivo del PNRR sulle commesse pubbliche è scesa al 34 per cento (46 per cento nella precedente rilevazione). Il 90 per cento delle imprese prevede di chiudere l'esercizio in utile, una percentuale leggermente superiore a quella osservata negli ultimi anni, ma le aspettative per il 2027 delineano un rallentamento della produzione.
Bankitalia, giudizi imprese ancora positivi su fatturato e investimenti
Il consueto sondaggio conferma un clima e aspettative positive nonostante l'impennata dei costi energetici
06 novembre 2026 - 11.32