(Teleborsa) - Profittabilità in crescita per Landi Renzo, che tuttavia quest'anno non ha potuto contare su benefici fiscali straordinari.

Il Gruppo ha registrato un utile netto pari a 19,5 milioni di euro, in diminuzione del 12,5% rispetto al 2009 (22,2 milioni di euro), anno nel quale si sono registrati benefici fiscali straordinari. L’utile ante imposte è pari a 31,1 milioni di euro, in crescita del 6,3% rispetto i precedenti 29,2 milioni. L’Ebit, di 33,2 mln, segna un aumento del 3,1% mentre l’ebitdaaumenta del 10,5% a 45,9 milioni di euro.
Il Fatturato sale dell'11,7% a 302,4 milioni di euro grazie al forte incremento registrato in tutti i mercati esteri e in particolare in Asia Sud Occidentale (+188%), America (+60%) e Resto del Mondo (+59%).

La Posizione Finanziaria Netta è pari a 69,5 milioni di euro; la variazione rispetto al 31 dicembre 2009 (41,1 milioni di euro) è attribuibile all’esborso sostenuto per le due acquisizioni strategiche realizzate nel luglio 2010, parzialmente compensato dal positivo flusso di cassa della gestione corrente. Al 30 settembre 2010 la Posizione Finanziaria Netta era pari a 63,2 milioni di euro.

Il Consiglio ha deliberato di proporre all'Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo ordinario pari a 0,055 Euro per azione.
"Riteniamo che il 2011 sarà caratterizzato dal forte sviluppo dei mercati asiatici e dall’avvio di quello statunitense, che compenseranno il calo del mercato europeo, in particolare di quello italiano.
Per quanto riguarda la prevedibile evoluzione della gestione, basandosi sull’andamento del secondo semestre 2010 e tenendo conto dell’attuale trend, per il 2011 sono previsti risultati sostanzialmente allineati a quelli conseguiti nell’anno 2010 sia in termini di fatturato che di Ebitda margin", si legge in una nota della compagnia.

I conti societari non smuovono il titolo, investito come l'intero listino dal panic selling in scia ai timori per un disastro nucleare in Giappone. Al momento le quotazioni indicano una discesa di oltre sette punti percentuali con volumi di scambio decisamente al di sopra della media mensile giornaliera.