(Teleborsa) - Con interventi di recupero sul patrimonio immobiliare esistente si potrebbero avviare lavori per 20 miliardi. È il calcolo effettuato da Confedilizia all'indomani dell’incontro con il governo per lo sblocca cantieri.
Nello studio, l’associazione dei proprietari sottolinea che il dato arriverebbe dai lavori su circa 1 milioni dei 75 milioni di immobili presenti sul territorio nazionale. Di questi 520 mila sarebbero "collabenti", ossia impossibilitati a generare reddito per via delle pessime condizioni: in mancanza di interventi, fa notare Confedilizia, la cifra sarebbe destinata ad aumentare ogni anno.
Nell’incontro con i rappresentanti del governo, il presidente Giorgio Spaziani Testa ha evidenziato come la crescita e lo sviluppo, in Italia, potrebbero passare per l’immobiliare – con enormi benefici sia per le piccole e medie imprese, sia per i cittadini – se solo si liberasse il comparto da alcuni vincoli che lo limitano, l’associazione ha presentato le sue proposte che puntano a favorire gli investimenti delle società immobiliari nell’edilizia residenziale, in particolare con un nuovo regime fiscale e con interventi alla disciplina degli incentivi fiscali (Ecobonus e Sismabonus in particolare).
Per quest’ultimo, l’associazione ha chiesto la possibilità di estendere la cessione del credito ai fornitori o ad altri soggetti privati, compresi istituti di credito e intermediari finanziari.
Per gli edifici commerciali, Confedilizia si è concentrata sulla cedolare secca sugli affitti dei negozi, introdotta con l’ultima legge di bilancio, chiedendone l’estensione anche ai contratti stipulati nel 2019.
Cantieri, da lavori su case esistenti subito 20 miliardi
Secondo il calcolo di Confedilizia solo 520 mila immobili sono in pessime condizioni
18 marzo 2019 - 10.50