(Teleborsa) - Ieri tra i testimonial c'erano Ayrton Senna, Michael Schumacher e Carlos Sainz, oggi ci sono Lewis Hamilton, Charles Leclerc e Sèbastien Ogier. Nonostante i campioni passino, i caschi e le tute di Racing Force Group rimangono una costante su tutte le piste del mondo. In questo momento a correre è però la stessa società e al traguardo non troverà una bandiera a scacchi, ma la campanella di Piazza Affari. Il gruppo ligure, leader mondiale nel settore dei componenti di sicurezza per il motorsport, ha infatti avviato il processo di quotazione su Euronext Growth Milan (il segmento dedicato alle PMI dinamiche e competitive), con l'inizio delle contrattazioni atteso per il mese di novembre. Lo sbarco in Borsa è il culmine di un processo di trasformazione del gruppo, che oggi fattura oltre 30 milioni di euro e controlla marchi storici del settore come OMP e Bell. Per Paolo Delprato, presidente e amministratore delegato di Racing Force Group, la quotazione non è solo una grande soddisfazione, ma un cambio di passo attuato al momento giusto. "Sono anni che ero un po' tirato per la giacchetta da vari attori per portare la società in Borsa, ma non l'ho mai voluto fare proprio perché il percorso di crescita che avevo in mente non era ancora delineato. Oggi invece c'è, è chiaro e abbraccia sia il breve che il lungo termine", ha detto in un'intervista a Teleborsa. Il 2021 sarà un anno record per il gruppo, ma l'IPO servirà a raccogliere capitali per accelerare ancora di più la sua espansione.

Come è cambiata la società e che posto occupa oggi nel settore?

"OMP è nato come marchio nel 1973, Bell è ancora più vecchio, è nato nel 1954. Stiamo parlando di due marchi che hanno fatto la storia del motorsport moderno, ma che non erano mai stati veri competitor, perché abbracciavano due tipologie di prodotti diversi. OMP, che non era mai entrato in maniera importante nel mondo dei caschi, nel 2019 ha acquisito Bell (il maggior produttore di caschi per l'automobilismo al mondo) e ZeroNoise (startup che fa componentistica elettronica ad alta innovazione), gettando le basi per la nascita di Racing Force Group e la creazione di un gruppo internazionale. Oggi abbiamo stabilimenti in 3 nazioni diverse, esportiamo in 80 Paesi nel mondo e abbiamo 29 nazionalità diverse tra i nostri dipendenti. Difatti oggi siamo il gruppo di riferimento nel Motorsport Safety Equipment, un settore che negli ultimi anni ha subito un processo di consolidamento e dove alcuni dei principali marchi ne hanno acquisito altri, come nel nostro caso. Oggi il mercato è dominato da tre grossi player a livello mondiale, di cui un altro italiano (Sparco) e uno americano (Simpson)".

Quali sono gli elementi che vi differenziano dagli altri?

"Ci sono importanti differenze tra noi e gli altri due gruppi. Simpson è americano e vende quasi esclusivamente in America, mentre noi siamo internazionali. Sparco ha negli anni scelto una strategia diversa e puntato anche su altri settori, mentre noi siamo al 100% sul motorsport. Racing Force Group rappresenta quindi il riferimento assoluto per il settore del Motorsport Safety Equipment. Abbiamo la gamma più completa al mondo e i nostri prodotti sono omologati dalla Federazione internazionale automobilismo (FIA), di cui siamo partner ufficiale. E omologare i prodotti non è una cosa facile, ci sono tantissime barriere all'entrata grazie all'alto livello di know-how necessario. Grazie agli investimenti e alla ricerca e sviluppo, siamo quindi diventati il punto di riferimento".


Quali sono i prodotti che pesano di più sul vostro fatturato e quelli invece per i quali vedete più spazio di crescita?

"Abbiamo una gamma competa che abbraccia l'equipaggiamento pilota e quello della vettura, però sono sicuramente caschi, tute e sedili i prodotti che pesano di più sul nostro fatturato. Un esempio di prodotto in crescita è invece la gamma di caschi aperti da rally a marchio Bell e con sistemi di comunicazione ZeroNoise, che abbiamo recentemente immesso sul mercato. Bell era uscita da quel mercato nel 2002, nel 2020 nonostante il Covid abbiamo sviluppato questa gamma completa, e siamo stati così bravi che dal primo gennaio 2021 i campioni del mondo della Team Hyundai Motorsport utilizzano i nostri caschi e che abbiamo vinto il secondo campionato più importante al mondo (il WRC2), oltre che il campionato europeo rally e quello italiano WRC. Quindi per essere il primo anno non è andata per niente male".

Quanto è importante lo sviluppo di prodotti innovativi e sicuri, e quanto investite in questo?

"Abbiamo un forte controllo della value chain. La strategia alla base di ogni prodotto o brand è quello di essere proprietari di tutto il know-how, che è il vero asset di quello che sviluppiamo. I nostri prodotti sono omologati dalla FIA, che fa della sicurezza il suo mantra, e penso che sia sotto gli occhi di tutti quanto la sicurezza si sia sviluppata negli anni recenti: basta vedere i recenti incidenti, difatti senza grosse conseguenze per i piloti stessi. Oltre alla sicurezza, è però la performance la parola chiave, e non c'è performance senza innovazione: solo chi sa coniugare questi due aspetti riesce ad avere successo nel nostro settore.

Per questo a noi piace definirci un gruppo R&D, cioè ricerca e sviluppo. Abbiamo fatto di questo aspetto la nostra bussola e tramite di essa produciamo e commercializziamo i nostri prodotti. Gli investimenti in ricerca rappresentano circa il 2-3% del fatturato ogni anno e dipendono anche dalle regolamentazioni che la FIA introduce sul mercato: ogni volta che vengono aggiornate, noi siamo obbligati a modificare i nostri prodotti secondo i nuovi standard".

Quali sono gli obiettivi della quotazione?

"Pur essendo in una fase di forte crescita, vogliamo accelerarla ulteriormente e far sì che questa crescita diventi sostenuta sia nel breve che ne medio-lungo termine. Abbiamo come target nel breve termine una maggiore penetrazione nel mercato del nostro core business, con l'introduzione di nuovi prodotti innovativi, così come aggredire quei mercati dove oggi siamo presenti ma non in maniera così forte. Nel medio-lungo periodo abbiamo dei progetti di diversificazione, che non sono solo sulla carta perché sono già stati avviati, e sono sicuro porteranno i loro frutti. La quotazione serve quindi a raccogliere i capitali che ci aiuteranno a raggiungere questi obiettivi".

Il vostro percorso di crescita prevede altre acquisizioni e l'espansione in mercati dove oggi non siete presenti?

"Racing Force Group è il frutto di un processo di acquisizioni. Abbiamo dimostrato di saperle fare e saper cogliere le opportunità, ma soprattutto di saper integrare le realtà acquisite. Fare acquisizioni non dico che sia facile, ma è la parte più semplice di tutto il processo; la parte più dura è integrare le società, soprattutto se si tratta di realtà industriali. Noi quindi siamo pronti a cogliere qualunque opportunità ci troveremo a valutare, ma l'unica condizione che dico sempre ai miei è che possiamo fare nuove acquisizioni, tanto più post-IPO, ma queste devono creare valore per il gruppo. Non faremo acquisizioni tanto per farle o per aggiungere un prodotto alla nostra offerta: 1+1 deve fare 3, come successo per Bell".