(Teleborsa) - "La partecipazione e la collaborazione delle Ferrovie dello Stato alla commemorazione del viaggio del milite ignoto non vuole essere un semplice atto formale ma un'adesione convinta e sentita a testimonianza del profondo senso di appartenenza dell'azienda ai valori dell'identità nazionale. Da sempre le Ferrovie italiane hanno avuto una funzione determinante nella costruzione dell'identità nazionale dando un contributo all'unità materiale del Paese attraverso la riconnessione dei territori e la ricomposizione del legami tra le comunità. Le Ferrovie costruirono sistemi e sviluppo laddove esistevano solo particolarismi e arretratezze. L'unità d'Italia divenne realtà mano a mano che il Paese reale veniva collegato, messo in rete da Sud a Nord, dal Tirreno all'Adriatico". Queste le parole dell'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiane, Luigi Ferraris in occasione della celebrazione del centenario del Milite Ignoto che questa mattina ha visto l'arrivo del Treno della Memoria al Binario 1 della Stazione Roma Termini.

"Da quando l'Italia unita muoveva i primi passi alla ricerca di una sua identità di nazione a quando le vicende internazionali l'hanno condotta a divenire epicentro dei conflitti mondiali, le Ferrovie – ha proseguito Ferraris – hanno ricoperto sempre un ruolo attivo, sia in occasione di eventi catastrofici come terremoti e inondazioni, che di eventi che hanno forgiato e consolidato il senso di appartenenza ai valori dell'identità nazionale come la Grande Guerra. La Guerra fu uno spartiacque nella storia del nostro Paese e le Ferrovie hanno rappresentato la struttura logistica e organizzativa che ha sostenuto il Paese in Guerra come sesta armata combattente. Per la prima volta l'Italia poté far conto su una grande azienda di Stato, centralizzata, solidamente organizzata e disciplinata. Fu un impegno straordinario di uomini e mezzi, specie verso le zone del confine orientale. I treni armati, i treni ospedali, le tradotte, che portavano interi corpi d'armata sul fronte della battaglia. Ed è è per questo che commemorare e riproporre cento anni dopo il viaggio del milite ignoto, grazie al grande lavoro di ricostruzione storica della Fondazione delle Ferrovie dello Stato Italiane, non è solo un atto di straordinaria potenza evocativa ma è anche il modo per ribadire come le Ferrovie e la storia d'Italia abbiano sempre camminato fianco a fianco. Organizzando il trasporto della salma del milite ignoto le Ferrovie unirono nuovamente il Paese e lungo quei binari si celebrò una comunione spirituale degli italiani che inginocchiati lungo la massicciata e sui marciapiedi delle stazioni si raccoglievano attorno al figlio di tutti. Un percorso che si svolse dalla pianura veneta, attraverso l'Appennino e le difficili rampe della linea Porrettana da Bologna a Firenze, fino a Roma. E in ogni stazione lunghe soste per permettere ai fiumi di folla di salutare l'eroe, il figlio caduto per la Patria. Il treno per la prima volta con il suo transito unì tutti nel comune sentimento nazionale".


A cento anni di distanza Ferrovie dello Stato Italiane rende omaggio al Milite Ignoto ripercorrendo il viaggio del 1921. Qual è il ruolo oggi del Treno della Memoria?

"È un momento in cui si ricordano i valori dell'unità nazionale. Come Ferrovie siamo orgogliosi di aver preso parte a questa iniziativa che ci vede condividere con le Forze armate e con il Paese valori e attività che nel tempo sono stati fondamentali per lo sviluppo e la costruzione dell'Italia. Anche Ferrovie ha una divisa che porta con grande dignità e con grande onore. Una divisa che ha contributo ha realizzare l'unità d'Italia, fondamentale per tutti noi".