(Teleborsa) - "L'economia globale è in rallentamento; l’incertezza resta molto elevata anche se gli indicatori più recenti sono migliori delle attese". Lo ha ricordato il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco all'inizio del nel suo intervento al 29° Convegno dell'Assiom Forex a Milano.

"L’indebolimento del quadro congiunturale internazionale riflette prevalentemente le conseguenze dell’aggressione della Russia all’Ucraina e le connesse tensioni geopolitiche", ha ricordato Visco, facendo cenno anche all'inflazione che "resta alta a livello globale" e continua "a ridurre il potere d’acquisto delle retribuzioni e il valore in termini reali dei risparmi accumulati dalle famiglie ed a richiedere un’intonazione più restrittiva delle politiche monetarie".

Il Governatore ha parlato quindi delle più recenti decisioni del Consiglio direttivo della BCE, che "ha innalzato i tassi ufficiali di 50 punti base ed ha confermato che essi dovranno continuare a salire per favorire il ritorno dell’inflazione all’obiettivo di stabilità dei prezzi nel medio periodo. "La svolta nell’orientamento della politica monetaria avviata dal dicembre 2021 è stata indispensabile", ha sottolineato Visco, "spiegando che è essenziale continuare a bilanciare il rischio di una ricalibrazione troppo graduale, che potrebbe far radicare l’inflazione nelle aspettative e nei processi di fissazione dei salari, con quello di un inasprimento eccessivo delle condizioni monetarie, che comporterebbe gravi ripercussioni per l’attività economica, la stabilità finanziaria e, in ultima analisi, la stessa dinamica dei prezzi nel medio termine".

"Come ho già sostenuto di recente, reputo che a questi due rischi occorra assegnare analogo peso", ha ribadito Visco, citando l’obiettivo di stabilità dei prezzi che è alla base del mandato della BCE e ricordando che "la stabilità dei prezzi non dipende dalla sola azione della politica monetaria, vi contribuiscono anche le strategie delle imprese, gli accordi sul costo del lavoro e la politica di bilancio".

"La stabilità dei prezzi richiede che in tutti i paesi i conti pubblici siano tenuti sotto controllo. Politiche equilibrate sono necessarie non solo per evitare un surriscaldamento della domanda e un più lento rientro dell’inflazione, ma anche per prevenire i rischi connessi con percezioni negative, anche se non interamente condivisibili, sulla sostenibilità delle finanze pubbliche". "Attualmente i rialzi dei tassi ufficiali sono ampiamente gestibili per le finanze pubbliche del nostro paese - ha affermato il Governatore - dato che il costo medio del debito, grazie all’elevata vita media residua, aumenta in modo graduale".

"In Italia la politica di bilancio può continuare a mitigare gli effetti dei rincari dell’energia redistribuendo risorse, con interventi mirati e temporanei, a favore delle famiglie e delle imprese più colpite", ha affermato Visco, avvertendo che "vanno evitati invece slittamenti ripetuti nel processo di consolidamento dei conti pubblici, che accrescerebbero l’onere dell’aggiustamento a carico delle generazioni future, già gravate del peso di un debito pubblico molto elevato".

"L'indebitamento delle imprese e delle famiglie italiane rimane basso nel confronto internazionale, nonostante il significativo ricorso delle aziende ai finanziamenti garantiti dopo lo scoppio dell’emergenza sanitaria e la sostenuta dinamica dei mutui osservata negli ultimi anni.", ha detto Visco, aggiungendo che "la stabilità finanziaria della nostra economia beneficia altresì del miglioramento della struttura finanziaria delle imprese, iniziato nei primi anni dello scorso decennio e solo temporaneamente interrotto dalla crisi pandemica". "Come per le imprese, anche per le famiglie un ulteriore fattore di attenuazione dei rischi - prosegue - è rappresentato dall’ampia disponibilità di attività liquide: lo scorso settembre i depositi e il circolante superavano 1.600 miliardi di euro, un livello elevato nel confronto storico, anche quando valutato in termini reali, e pari a più di un terzo del totale degli attivi finanziari del settore".

Parlando delle banche, Visco ha riconosciuto che "nonostante il rallentamento ciclico, i principali indicatori dello stato di salute del sistema bancario italiano restano nel complesso positivi. La qualità del credito si mantiene buona". "La redditività è sostenuta dalla crescita del margine di interesse e da rettifiche di valore su prestiti ancora particolarmente contenute", ha affermato il Governatore, notando che "in presenza di un più rapido rialzo dei tassi attivi, l’aumento dei rendimenti di mercato favorisce le banche con operatività tradizionale, che gli scorsi anni avevano visto la loro redditività compressa dai bassi margini di interesse".

"Oltre all’effetto sui conti economici, il rialzo dei tassi di interesse ha anche un effetto diretto sul patrimonio di vigilanza degli intermediari, riflesso del calo dei corsi dei titoli obbligazionari, sovrani e non, valutati ai prezzi di mercato", ha ricordato il numero uno di Bankitalia, illustrando i rischi cui le banche sono esposte. "La scorsa estate - ha aggiunto - abbiamo condotto una rilevazione ad hoc sui piani di rifinanziamento delle banche, anche alla luce delle prossime scadenze delle TLTRO. Ne è emerso che le banche italiane intendono ripagare questi finanziamenti ricorrendo in parte alle riserve in eccesso detenute presso l’Eurosistema e alla vendita di attività liquide".

Parlando della gestione del risparmio, Visco ha affermato che "il rilevante aggiustamento dei prezzi delle attività finanziarie avvenuto a seguito dello scoppio della guerra e del rialzo dei tassi di interesse, pur riducendo la redditività dei fondi comuni italiani, è stato assorbito in modo ordinato senza dar luogo a forti disinvestimenti". "L’aumento dei tassi e il rallentamento ciclico accrescono anche per questi intermediari i rischi di liquidità, di mercato e di credito. I fondi aperti italiani sono tuttavia in generale nelle condizioni di poterli fronteggiare". Visco ha fatto cenno anche alle "attività dei fondi alternativi", segnalando che "hanno continuato ad aumentare; superando i 100 miliardi di euro esse rappresentano oggi quasi un terzo del totale dei fondi comuni italiani".

"L’incertezza che caratterizza ormai da tempo gli sviluppi geopolitici ed economici a livello globale si è riflessa sui mercati finanziari, che hanno segnato forti perdite", ha ricordato Visco, indicando che le iniziative "presentate dalla Commissione europea alla fine dello scorso anno nell’ambito delle iniziative per l’unione del mercato dei capitali, sono passi nella giusta direzione" per "promuovere lo sviluppo dei mercati, favorire l’integrazione e rendere maggiormente diversificate le fonti di finanziamento dell’economia europea, rafforzandone la capacità di reagire a shock avversi".

"Lo scorso anno l’aumento della volatilità e le relative tensioni hanno colpito in modo particolarmente violento i mercati delle criptoattività", ha ricordato Visco, parlando della "necessità di definire un adeguato sistema di regole e di controlli affinché questo comparto non si sviluppi in modo incontrollato". Parlando anche delle nuove tecnologie basate sui registri distribuiti (distributed ledger technologies, DLT), il Governatore ha di nuovo richiamato l’attenzione "sulle opportunità e sui rischi connessi con l’uso di queste tecnologie e delle criptoattività, invitando gli intermediari a porre in atto misure di attenuazione di tali rischi". Visco ha fatto cenno alla soluzione detta “trigger”, definita in ambito europeo, che permette di regolare in moneta di banca centrali gli scambi di titoli su piattaforme basate su queste tecnologie.

Tornando a parlare del quadro congiunturale e delle sfide che anche l'Italia deve affrontare, Visco ha concluso che "prudenza e responsabilità nella conduzione delle finanze pubbliche dovranno essere accompagnate da determinazione ed efficacia nella realizzazione degli investimenti e delle riforme previste nell'ambito del PNRR, utilizzando appieno le risorse del programma Next Generation EU. Il successo nella transizione verde e in quella digitale su cui fa perno il Piano può produrre un doppio dividendo in termini di maggiore crescita economica e minore differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli degli altri principali paesi europei, che renderebbe meno difficile ridurre il peso del debito sul prodotto".