(Teleborsa) - Diffondere buone pratiche di consumo e produzione, valorizzando le eccellenze del territorio e creando una sinergia virtuosa tra associazioni, istituzioni, consumatori ed imprenditori locali: sono questi gli obiettivi di "Fa la cosa giusta", la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, che torna a Milano per la sua diciannovesima edizione, organizzata dalla casa editrice "Terre di mezzo".


In questo contesto di impegno sociale ed ambientale trova spazio anche la finanza, in particolare il gruppo Banca Etica porta alla fiera milanese del consumo critico e degli stili di vita sostenibili un uso più responsabile del denaro, insieme alle novità su prodotti e servizi finanziari assicurativi, mirati alla transizione energetica e al sostegno di imprese e progetti virtuosi. "Riteniamo fondamentale aumentare l'attenzione all'importanza di come vengono utilizzati i nostri risparmi - ha dichiarato a Teleborsa Paolo Cominini, vice-responsabile area commerciale di Banca Etica - spesso molti dei nostri clienti sono molto impegnati socialmente e ambientalmente, ma fino a qualche tempo fa, non avevano consapevolezza che i loro risparmi potessero andare a finanziare qualcosa che andasse contro i loro valori. Offrire un'opportunità alternativa di gestione dei propri risparmi, coerente con quelli che sono i nostri interessi sociali, ambientali, è ciò che Banca Etica tenta di fare".

All'interno della fiera trovano spazio anche modelli di business basati sul riciclo e sulla valorizzazione del lavoro delle cooperative sociali. "Ape Social ware è un brand solidale ed etico perché utilizza il lavoro di ragazzi con disabilità per realizzare dei capi che possono comunicare dei messaggi positivi - ha affermato Alassandro Ferrari, il fondatore del brand - ma soprattutto dei capi che sono realizzati con delle fibre sostenibili, dal riciclo delle bottiglie, dalla fibra di bambù e anche dalla fibra di caffè; l'idea è quella di utilizzare dei prodotti di scarto che possono ridare vita a delle cose nuove, ma soprattutto che possano dare del lavoro".

Anche il mondo dell'agricoltura, sta riuscendo a trovare strade capaci di creare economia di scala senza ricorrere a coltivazioni intensive. "Quando l'obiettivo è quello di rendere sostenibile da un punto di vista economico una certa attività, si lavora tutti nella stessa maniera - ha affermato Nicola Angeli, Sale Manager della Cooperativa Giromoloni - fare rete porta sicuramente dei benefici perché si riesce appunto ad ammortizzare i costi ed aumentare le vendite. La produzione è accorpata, la vendita altrettanto, e così facendo i ricavi della vendita sono poi distribuiti a livello produttivo".


Spazio anche allo stile e all'abbigliamento nell'area Critical Fashion, con il progetto il bello del chilometro sostenibile, realizzato con il contributo di Regione Lombardia, che approfondisce la filiera trasparente nel mondo della moda.