(Teleborsa) - L'attenzione per l'arrivo dei saldi è sempre più elevata: il 92% dichiara di voler approfittare degli sconti, mentre solo l’8% esclude acquisti. Secondo il tradizionale sondaggio Ipsos per Confesercenti, le vendite di fine stagione invernali potrebbero valere fino a 6 miliardi di euro. Il negozio fisico si conferma centrale nell’esperienza dei saldi, scelto dall’87% degli interessati, anche se l’online è ormai una componente strutturale.
L’entusiasmo, però, non si traduce automaticamente in spesa. Prevale la caccia all’occasione: il 40% ha già deciso cosa comprare (circa 2 milioni hanno acquistato in presaldo), ma il 53% concluderà l’acquisto solo davanti a offerte davvero convenienti. Tra chi ha fissato un budget, la spesa media prevista è di 292 euro a persona, ma la mediana scende a 200 euro o meno, segno di una distribuzione disomogenea, con pochi 'big spender' che alzano la media.
Il retail fisico resta il punto di riferimento, ma il digitale affianca sempre più: il 54% prevede di comprare anche online e almeno il 41% utilizzerà entrambi i canali. Tra i 18-34 anni l’e-commerce pesa di più (63%), mentre a livello territoriale i negozi tradizionali tengono soprattutto al Nord e al Centro (89%), rispetto al Mezzogiorno (82%). Il 54% si è imposto un tetto di spesa per la moda, ma la decisione finale resta legata alla convenienza percepita.
Sul fronte dei budget emerge una netta polarizzazione: una larga fascia si muove su cifre contenute, mentre una minoranza spende molto. Il 17% ha messo in conto almeno 500 euro e il 4% oltre 1.000 euro. Anche l’età fa la differenza: i 18-34 anni prevedono una spesa media di 225 euro, contro i 327 euro dei più adulti.
Quanto ai prodotti, i saldi servono soprattutto a rinnovare il guardaroba quotidiano. In cima alle preferenze ci sono scarpe (61%) e maglioni o felpe (58%), seguite da gonne e pantaloni (33%), intimo (32%) e magliette e top (30%). Camicie, capispalla e abiti si attestano poco sotto, mentre accessori e articoli per la casa restano marginali. I più giovani mostrano una maggiore propensione per capi 'da uscita' e di stile, mentre tra i 35-65 anni prevalgono acquisti più funzionali e di base.
Per Confesercenti, i saldi restano un appuntamento chiave, ma i consumi non hanno ancora la spinta auspicata. "L’acquisto non è automatico – sottolinea l’associazione – e dipende dalla qualità reale delle offerte, dalla trasparenza e dagli assortimenti". I negozi continuano a fare la differenza grazie a consulenza e fiducia, con il digitale che integra. Da qui l’appello a rivedere le regole sulle promozioni: anticipazioni e pre-saldi rischiano di svuotare l’evento e penalizzare chi rispetta le norme. Un fenomeno già visibile, visto che circa 2 milioni di persone hanno acquistato prima dell’avvio ufficiale. L’obiettivo, conclude Confesercenti, è riportare al centro trasparenza e concorrenza leale.