La tutela dei caregiver
Su proposta del Ministro Locatelli è stato approvato un disegno di legge che introduce misure a sostegno delle "persone che assistono e si prendono cura dei propri cari". Il provvedimento introduce un quadro giuridico organico per riconoscere il valore sociale ed economico di chi assiste, in ambito domestico e a titolo gratuito, congiunti con disabilità o non autosufficienti e punta a garantire dignità e tutele a una figura essenziale per la coesione sociale, prevenendo il rischio di isolamento e supportando i nuclei familiari, specialmente quelli in condizioni di maggiore fragilità. Il provvedimento si fonda su risorse certe per 257 milioni di euro previste nella Legge di Bilancio.
Fra le principali novità introdotte c'è un sostegno economico per le famiglie in difficoltà, un contributo economico erogato dall’INPS fino a un massimo di 400 euro mensili. Tale beneficio è destinato prioritariamente a chi presta assistenza a persone con disabilità gravissima e versa in condizioni di disagio economico, con un reddito ISEE inferiore a 3.000 euro annui. Sono poi previste disposizioni di raccordo con le tutele previste a livello territoriale. Per assicurare uniformità di trattamento saranno definite le modalità operative di riconoscimento, revoca o sostituzione del soggetto che presta assistenza (la procedura sarà gestita dall'INPS che si occuperà anche del monitoraggio costante del limite di spesa).
Fra le novità c'è anche la certificazione nel "progetto di vita", cioè l’inserimento obbligatorio del nominativo di chi presta assistenza e del relativo carico assistenziale orario all’interno del "progetto di vita" e del Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) della persona assistita. Questa formalizzazione è il presupposto necessario per l’accesso a future tutele previdenziali e agevolazioni lavorative.
Il provvedimento 9indica infine le figure riconosciute come potenziali caregiver: coniuge, parti dell’unione civile, conviventi di fatto e parenti entro il secondo grado (o affini entro il terzo in casi specifici).
La riorganizzazione del SSN e l'assistenza territoriale
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro Schillaci, ha approvato, con procedura d’urgenza, un disegno di legge recante la delega al Governo per l’adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e di revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale (SSN).
Il provvedimento è volto a garantire l’effettività della tutela della salute, attraverso una revisione sistemica della governance del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto dei principi di universalità, equità e solidarietà.
I decreti attuativi saranno finalizzati all’integrazione e alla revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale, con particolare attenzione alla centralità della persona, alla prossimità nell’accesso alle cure, alla sicurezza e alla qualità delle prestazioni erogate in condizioni di sostenibilità del sistema.
L’obiettivo prioritario della riforma è l’abbattimento delle liste d’attesa, garantendo ai cittadini tempi certi per l’accesso a visite ed esami diagnostici attraverso una maggiore appropriatezza clinica e organizzativa. In tale prospettiva, il disegno di legge valorizza l’assistenza territoriale, rafforzandone l’integrazione con l’assistenza ospedaliera, al fine di rispondere in modo più efficace ai bisogni assistenziali complessi e multidisciplinari della popolazione e di accrescere la resilienza complessiva dell’SSN.
Tra i principi e criteri direttivi si segnala il potenziamento dell’integrazione tra ospedale e territorio, l’aggiornamento della classificazione delle strutture ospedaliere, l’introduzione di nuove reti assistenziali tempo-dipendenti e specialistiche, l’aggiornamento del dimensionamento delle unità operative complesse in relazione al bacino di utenza, la promozione dell’appropriatezza dell’offerta ospedaliera anche attraverso la definizione di standard minimi per le attività di ricovero, il riconoscimento del valore delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, il miglioramento dell’assistenza alle persone non autosufficienti e a quelle affette da patologie croniche complesse, il rafforzamento dell’integrazione socio-sanitaria e la valorizzazione del ruolo della medicina generale e dei pediatri di libera scelta. Si rafforza il monitoraggio sui livelli essenziali di assistenza (LEA) per superare le disparità territoriali e garantire standard elevati di cura in tutto il Paese, nel rispetto delle competenze regionali e delle Province autonome di Trento e di Bolzano.