(Teleborsa) - Il commercio locale italiano attraversa una crisi profonda ma silenziosa: tra il 2011 e il 2024 sono scomparse oltre 130.000 imprese al dettaglio, segnando un calo del 16%. I dati emergono dall'anticipazione dello studio "Il Valore della Reciprocità" condotto da Nomisma e Percorsi di Secondo Welfare, che mette in guardia contro la "desertificazione commerciale" e il conseguente degrado urbano.

Nonostante la contrazione, l'indagine realizzata nel 2025 rileva una forte consapevolezza sociale: l’84% degli italiani ritiene che i piccoli negozi favoriscano l'economia locale e l’81% li considera essenziali per mantenere vivi i centri urbani. La ricerca evidenzia come il concetto di reciprocità — un'azione positiva verso la comunità senza un tornaconto immediato — sia ritenuto importante dal 91% degli intervistati.

Sebbene ostacoli come il prezzo (56%) e la varietà dell'offerta (48%) limitino gli acquisti, i cittadini riconoscono ai negozi di vicinato una maggiore qualità. Solo il 14% degli italiani non sarebbe disposto a pagare un sovrapprezzo per prodotti alimentari locali a parità di qualità, e il 44% prevede di aumentare il proprio impegno sociale nei prossimi anni.

"Il concetto alla base dello studio di Nomisma è quello di reciprocità, inteso come un’azione positiva compiuta da un soggetto senza che sia stabilito un tornaconto diretto e immediato a tale persona/impresa, attivando un circolo virtuoso che darà benefici a tutti gli attori coinvolti in un determinato contesto. I risultati della prima survey di inquadramento generale del fenomeno – realizzata nei primi mesi del 2025 su un campione rappresentativo di italiani tra i 25 e i 65 anni – evidenziano una profonda consapevolezza del valore della reciprocità nella vita quotidiana", contestualizza Francesco Capobianco, Head of Public Policy di Nomisma.

Per contrastare l'impoverimento dei territori, Nomisma e l'Università degli Studi di Milano hanno lanciato un Manifesto in dieci punti e un Osservatorio permanente. L'obiettivo è raccogliere best practice e trasformarle in policy concrete entro l'inizio del 2026, promuovendo modelli in cui le imprese di prossimità diventino pilastri di coesione sociale e rigenerazione urbana.

"Tutti i soggetti che hanno a cuore il proprio territorio – sollecita Valentino Santoni di Percorsi di Secondo Welfare - possono consultare online il Manifesto sulla pagina dell’Osservatorio (link in basso) e sono invitati a proporre progetti e iniziative innovativi. Tutto questo permetterà di attivare un circolo virtuoso di best practice per sviluppare proposte efficaci per affrontare una crisi silenziosa che sta impoverendo tutto il Paese".