(Teleborsa) - L'Inps possiede ancora un "consistente patrimonio immobiliare" suddiviso in due categorie principali: il patrimonio strumentale, utilizzato per finalità istituzionali e l'erogazione di servizi, e il patrimonio da reddito, destinato alla valorizzazione economica. È quanto ha affermato il presidente dell'istituto Gabriele Fava nel corso di un'audizione nella commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, in merito all'indagine conoscitiva sulle politiche di investimento e valorizzazione del patrimonio immobiliare. Questo patrimonio, ha sottolineato Fava, "si è costituito tramite acquisizioni dirette, donazioni, lasciti e incorporazioni di enti previdenziali soppressi. L'istituto, inoltre, detiene quote di fondi di investimento immobiliare, gestiti da diverse Sgr o di diretta sottoscrizione o derivanti dal patrimonio di enti progressivamente incorporati".
Gli immobili strumentali, ha sottolineato Fava, ospitano le sedi istituzionali dell'Inps, distribuite su tutto il territorio nazionale secondo criteri di prossimità all'utenza e ottimizzazione degli spazi. L'istituto è presente in 614 strutture, di cui 199 in proprietà e 415 in godimento a vario titolo. Il valore di bilancio netto degli immobili strumentali al 31 dicembre 2024 è di circa 372 milioni di euro, cui si aggiungono circa 18 milioni per strutture sociali ex Inpdap, per un totale netto di circa 390 milioni di euro.
"L'Inps nel rispetto delle disposizioni di legge dismette il patrimonio immobiliare non strumentale, adottando piani triennali di investimento e disinvestimento sottoposti a verifica ministeriale. Il piano 2026-2028 prevede dismissioni dirette per circa 80 milioni nel 2026 e 70 milioni negli anni successivi, oltre a conferimenti a fondi immobiliari per 300 milioni annui".
"La normativa prevede procedure di vendita con diritto di opzione e prelazione per i conduttori degli immobili, con sconti significativi sul prezzo di mercato per chi acquista in forma individuale o collettiva - ha detto - dal 2017 (data di riavvio delle operazioni di dismissione) al 2024 sono state vendute 5.785 unità immobiliari per circa 401 milioni di euro. Sono state effettuate anche vendite dirette a pubbliche amministrazioni per un valore complessivo di circa 56 milioni di euro, con ulteriori trattative in corso per cessioni a enti pubblici. Gli immobili collocati nella categoria di pregio sono soggetti a una disciplina specifica che prevede la vendita senza possibilità di riduzione di prezzo".
Al 31 dicembre 2024 l'Inps è quotista di due fondi immobiliari gestiti da Invimit, ha aggiunto Fava, "per valorizzare o dismettere immobili non strumentali. Dal 2017 al 2024 sono stati conferiti 110 asset al fondo i3-Inps, per un valore di circa 460 milioni di euro, con ulteriori apporti previsti nel triennio 2026-2028 per 300 milioni annui. Il fondo i3-Silver, istituito nel 2018, ha ricevuto 6 asset immobiliari per circa 22,4 milioni di euro, costituiti da immobili a destinazione sociale in disuso.
"L'Inps è disponibile a un ragionamento per trasformare delle unità immobiliari per studentati e senior housing, con l'obiettivo di andare incontro ai giovani, ma anche agli anziani", ha detto Fava. "Tutto deve essere fatto naturalmente a norma di legge - ha detto - i tempi sono quelli che sono, ma l'obiettivo è proprio cercare di valorizzare il più possibile il patrimonio immobiliare, non certamente quello strumentale perché serve per gli uffici, anche dismettendo o trasformando in senior housing e studentati, per andare incontro ai nostri ragazzi che si trovano in stato di bisogno e, al tempo stesso, anche a favore degli anziani. Questa è la mission che ci siamo dati, sulla quale intendiamo andare avanti ben consapevoli delle difficoltà anche burocratiche e gestionali, perché non è come dire 'c'e' un immobile occupato abusivamente. Bene, mandiamoli vià. Magari fosse così semplice. Dobbiamo considerare tanti aspetti giuridici e questo comporta tempo, anche decisioni importanti e condivisione"