(Teleborsa) - Wall Street continua la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a +0,1% sul Dow Jones, mentre, al contrario, si muove in retromarcia l'S&P-500, che scivola a 6.851 punti.

Pessimo il Nasdaq 100 (-2,38%); con analoga direzione, in discesa l'S&P 100 (-0,98%).

In buona evidenza nell'S&P 500 i comparti energia (+2,13%), beni di consumo per l'ufficio (+1,51%) e sanitario (+1,35%). Nella parte bassa della classifica dell'S&P 500, sensibili ribassi si manifestano nei comparti informatica (-2,94%), telecomunicazioni (-2,10%) e beni di consumo secondari (-1,48%).

Wall Street prosegue la rotazione settoriale: gli investitori continuano ad abbandonare in massa i Big Tech in favore di società legate al miglioramento delle prospettive di crescita. Perdite ampliate anche a causa dei timori sul possibile fallimento dei colloqui nucleari tra Usa e Iran, con il petrolio che sale del 3%.

Giornata negativa in particolare per i chipmaker: Advanced Micro Devices (AMD) è crollata del 17% a causa di un outlook deludente, in netto calo anche NVIDIA. Ancora giù anche il comparto software e il Bitcoin, confermando un clima di incertezza economica e geopolitica.

Sul fronte macroeconomico, stazionario a gennaio il settore terziario americano. Secondo il sondaggio condotto dall'Institute for Supply Management fra i direttori acquisti delle aziende dei servizi, l'ISM non manifatturiero si è confermato a 53,7 punti, come il mese precedente (dato rivisto da 54,4 punti), risultando comunque superiore alle attese del mercato che stimavano un leggero calo a 52,5 punti.

Rivisto al rialzo invece il PMI dei servizi negli Stati Uniti. L'indice, elaborato da S&P Global, si è portato a 52,7 punti nel mese di gennaio contro una stima preliminare di 52,5, e i 52,5 punti del mese precedente. Migliora anche l'indice composito, che tiene conto della variazione del PMI manifatturiero, e si attesta a 53 punti, in aumento dai 52,8 punti della stima preliminare e rispetto ai 52,7 punti di dicembre.

In cima alla classifica dei colossi americani componenti il Dow Jones, Amgen (+7,64%), Nike (+4,05%), 3M (+3,87%) e Walt Disney (+3,40%).

Le più forti vendite, invece, si manifestano su Nvidia, che prosegue le contrattazioni a -3,89%.

Sotto pressione IBM, che accusa un calo del 3,67%.

Scivola Goldman Sachs, con un netto svantaggio del 3,28%.

In rosso United Health, che evidenzia un deciso ribasso del 2,90%.

Al top tra i colossi tecnologici di Wall Street, si posizionano Amgen (+7,64%), Old Dominion Freight Line (+7,16%), Charter Communications (+6,37%) e GE Healthcare Technologies (+5,36%).

I più forti ribassi, invece, si verificano su Advanced Micro Devices, che continua la seduta con -17,16%.

Pessima performance per AppLovin, che registra un ribasso del 14,72%.

Sessione nera per Palantir Technologies, che lascia sul tappeto una perdita del 13,36%.

In perdita Micron Technology, che scende dell'11,37%.