(Teleborsa) - "Il Piano Strategico 2026-2029, approvato dal Consiglio di Amministrazione, definisce i principali obiettivi che guideranno l'azione di Ascopiave nel prossimo quadriennio, recependo gli impatti derivanti dal perfezionamento delle operazioni di acquisizione, concordate con A2A e Sime Partecipazioni, avvenute nel 2025. Grazie a tali operazioni, Ascopiave ha rafforzato in modo significativo la propria posizione nel settore regolato della distribuzione gas, realizzando un rilevante salto dimensionale che la colloca tra i primissimi operatori nazionali del mercato". Lo ha detto il presidente e amministratore delegato di Ascopiave, Nicola Cecconato, commentando i nuovi obiettivi.

"Il nuovo perimetro industriale consente al Gruppo di valorizzare sinergie operative, rafforzare l'efficienza gestionale e consolidare la propria presenza nei territori di riferimento", ha aggiunto.

"Il Piano prevede un rilevante programma di investimenti organici sulle reti di distribuzione gas, finalizzato a garantire elevati standard di efficienza tecnica, continuità e sicurezza del servizio, nonché ad abilitare la progressiva trasformazione infrastrutturale in coerenza con gli scenari evolutivi della transizione energetica - ha spiegato Cecconato - Sono inoltre previsti importanti investimenti per lo sviluppo di progetti nel comparto delle energie rinnovabili e dei gas verdi, con un incremento atteso della capacità di generazione gestita e un rafforzamento del contributo del Gruppo agli obiettivi di decarbonizzazione. Il percorso di crescita delineato nel Piano 2026-2029 si fonda su una struttura finanziaria equilibrata e sostenibile e punta a un progressivo miglioramento dei risultati economici e finanziari del Gruppo".

"Tale evoluzione consentirà di proseguire in una politica di remunerazione degli azionisti attrattiva e sostenibile, con una previsione di dividendi in crescita nel periodo di Piano - ha sottolineato l'amministratore delegato - È importante infine ricordare che le reti del gas sono oggi più che mai una infrastruttura strategica per la sicurezza energetica del nostro Paese. L'attuale regolazione, rigida e frammentata, rallenta però l'ammodernamento delle reti, mentre ogni ipotesi di riduzione del numero degli ATEM rischia di rendere le gare meno contendibili, riducendo così la dinamica concorrenziale del settore".