(Teleborsa) - Con l'uscita di Barclays, che avrà efficacia il 27 febbraio 2026, nessuna banca britannica farà più parte del panel di istituti che contribuisce al calcolo dell'Euribor.
Si tratta di un tasso di riferimento giornaliero pubblicato dall'European Money Markets Institute (EMMI) e basato sulle transazioni e i relativi tassi di interesse ai quali le banche prendono in prestito fondi non garantiti da controparti nel mercato monetario euro all'ingrosso. Il tasso è calcolato sulla base dei contributi forniti da un panel di istituti di credito denominati "panel banks", tutti partecipanti attivi in ??questo mercato.
Nel panel resteranno quindi 20 banche (tra cui le italiane Intesa Sanpaolo e UniCredit), ma l'EMMI ha reso noto che le discussioni sono in fase avanzata con una banca che dovrebbe entrare a far parte del panel nel prossimo futuro. Il potenziale partecipante è "una banca con un'attività significativa nell'Eurozona, il che migliorerebbe ulteriormente la rappresentatività geografica e commerciale del panel", si legge in una nota.
Secondo l'EMMI, il panel ha registrato un'evoluzione positiva negli ultimi anni. Dal 2022, tre banche (Raiffeisen Bank International, OP Corporate Bank e National Bank of Greece) hanno aderito nuovamente, a supporto di una più ampia copertura geografica e istituzionale.
L'ESMA, l'autorità di regolamentazione e vigilanza dei mercati finanziari dell'UE, e le autorità nazionali competenti nell'ambito del Collegio dei supervisori dell'Euribor hanno valutato che l'uscita di Barclays non rappresenta un rischio per la rappresentatività dell'Euribor. L'ESMA continua a incoraggiare gli istituti di credito attivi nel mercato monetario non garantito in euro a prendere in considerazione l'adesione al panel Euribor, sostenendo attivamente la solidità e la rappresentatività di questo benchmark fondamentale all'interno del sistema finanziario dell'UE.