"Come sostituirlo? - ha proseguito Bossi - Probabilmente con strumenti innovativi che vedono le imprese idonee farsi finanziare con forme nuove e non solo. Ad esempio, può crescere moltissimo il factoring, sul quale anche noi stiamo lavorando in maniera molto intensa e con buone soddisfazioni, e altre attività che consentono a queste imprese di continuare a sviluppare il loro percorso".
"In Italia abbiamo un tessuto imprenditoriale fatto di piccole e medie imprese, non tutte quante forti e solide - ha detto il banchiere - Dobbiamo assolutamente coltivarlo e farlo e consentire che questo tessuto continui a svilupparsi e a crescere".
Parlando dell'istituto che dirige, Cherry Bank, Bossi ha detto: "Per noi il 2026 sarà un anno certamente di crescita. Stiamo preparando il nuovo piano strategico con il nuovo consiglio di amministrazione. Il piano vederà la luce probabilmente alla fine di marzo, inizio di aprile. Sarà un piano di crescita focalizzato su due pilastri fondamentali. Da un lato ci sarà il Wealth Management, dall'altro ci sarà il Corporate Investment Banking allargato anche alle imprese di minore dimensione. Questi due pilastri ci accompagneranno presumibilmente per tutto il triennio e abbiamo intenzione di avere una crescita interna particolarmente importante".
"Poi valuteremo se ci saranno le possibilità di una crescita anche per linee esterne, certamente non ci tireremo indietro - ha aggiunto - La struttura è in grado di assorbire e di metabolizzare sviluppi importanti anche per linee esterne. Siamo con gli occhi aperti".