(Teleborsa) - L'Antitrust ha dato il via libera all'acquisto di Acea Energia da parte di Plenitude, imponendo però alcune condizioni alla società controllata da Eni. Plenitude – si legge nella delibera inserita nel Bollettino settimanale del Garante – dovrà innanzitutto rinunciare all'acquisizione di Servizio Elettrico Roma Spa, "così come descritto nell'accordo modificativo e integrativo dello Share Purchase Agreement", siglato dalle parti il 19 febbraio scorso. Non dovrà inoltre essere attuata alcuna "discriminazione dei clienti domestici elettrici e dei piccoli clienti gas della provincia di Roma sulla base della loro localizzazione territoriale o della provenienza da Acea Energia". Plenitude dovrà cedere la propria stazione di ricarica di Terni e dovrà infine nominare un fiduciario indipendente incaricato del monitoraggio ("Monitoring Trustee") dell'attuazione delle misure previste dall'Autorità guidata da Roberto Rustichelli.
L'Antitrust aveva ritenuto che l'operazione di concentrazione fosse "suscettibile di ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva nel mercato della vendita al dettaglio di energia elettrica ai clienti domestici nella provincia di Roma; nel mercato della vendita di gas naturale ai piccoli clienti nella provincia di Roma; nel mercato delle infrastrutture pubbliche di ricarica per veicoli elettrici in tutte le catchment areas di Umbria Energy nelle quali l'operazione avrebbe determinato sovrapposizioni orizzontali con gli impianti di Plenitude".
Tuttavia, – rileva l'Antitrust – i rimedi proposti da Plenitude una volta aperta l'istruttoria sono risultati "nel loro complesso, idonei e proporzionati a scongiurare gli effetti pregiudizievoli della concorrenza" dell'acquisizione. L'Antitrust cita in particolare la rinuncia all'acquisizione del Servizio elettrico Roma, ovvero della società a cui sarà conferita l'attività di Acea Energia di fornitura di energia elettrica alla clientela vulnerabile nei comuni di Roma e Formello. La modifica all'accordo iniziale è stata effettuata attraverso un accordo integrativo dello Share Purchasing Agreement, siglato dalle due società il 19 febbraio 2026 e pervenuto all'Agcm il giorno successivo.
Secondo Plenitude, la mancata acquisizione implica la rinuncia ad un pacchetto di circa 150mila-200mila clienti, pari al 5-10% dei Pod (Point of delivery - Punto di prelievo) della provincia di Roma e rappresentanti circa il 5-10% del volume totale di energia consumato nella stessa provincia. Una simile dismissione porterebbe la quota di mercato dell'entità risultante dall'operazione in provincia di Roma ad un livello ben inferiore alla soglia di attenzione del 40%.
Per evitare poi discriminazioni tra vecchi e nuovi clienti acquisiti, l'Antitrust chiede a Plenitude di garantire ai clienti domestici di Acea Energia per la fornitura di energia elettrica e ai clienti di Acea Energia per la fornitura di gas naturale aventi consumi annui inferiori a 200mila Smc localizzati nella provincia di Roma che "fino alla migrazione, le condizioni economiche ad essi attualmente praticate non saranno modificate, fatte salve le modifiche derivanti dall'evoluzione della regolamentazione applicabile e con l'esclusione di alcuni specifici contratti in scadenza". All'esito della migrazione, quando diventeranno clienti di Plenitude a tutti gli effetti, "essi transiteranno su condizioni economiche corrispondenti a quelle godute al momento della migrazione e riceveranno il medesimo trattamento della customer base di Plenitude".