(Teleborsa) - Borse europee in rosso nel giorno della Banca centrale europea (BCE) dopo che i nuovi attacchi a infrastrutture energetiche nel Medio Oriente, con conseguenze ulteriore rialzo delle quotazioni di petrolio e gas, stanno incidendo nuovamente sul sentiment di mercato. Il presidente statunitense Donald Trump preme per una de-escalation degli attacchi contro gli impianti del gas in Iran e Qatar, dopo che l'Iran ha colpito un'importante raffineria saudita sul Mar Rosso e un impianto di esportazione di GNL in Qatar, in seguito all'attacco israeliano al giacimento di gas iraniano di South Pars.

Nella riunione terminata ieri la Fed ha scelto, in linea con le attese, di mantenere i tassi invariati al 3,5-3,75%. La decisione è stata assunta con l'unico voto dissenziente di Miran, favorevole a un taglio di -25pb. In conferenza stampa il presidente Jerome Powell ha sottolineato l'elevata incertezza del momento, affermando che "è troppo presto per conoscere la portata e la durata dei potenziali effetti sull'economia" dello shock petrolifero che, secondo il presidente Fed, farà comunque salire nel breve termine l'inflazione (di qui il ritocco al rialzo delle stime).

Stamane la Banca del Giappone (BoJ) ha lasciato i tassi d'interesse invariati allo 0,75% con un voto non unanime (8-1) dei membri del Consiglio; la BoJ ha motivato la prudenza della decisone con l'incertezza derivante dal conflitto. La Banca nazionale svizzera (Bns) ha mantenuto il tasso di riferimento allo 0%, a fronte di un'impennata del franco svizzero causata dal conflitto che coinvolge l'Iran. La Bank of England (BoE) ha votato "all'unanimità" per mantenere invariato il tasso di interesse di riferimento al 3,75% giovedì.

Sul fronte macroeconomico, a gennaio nel Regno Unito il tasso di disoccupazione a 3 mesi è rimasto invariato al 5,2% (contro attese di marginale rialzo), segnalando una stabilizzazione del mercato del lavoro dopo un persistente deterioramento. In Eurozona, l'aumento del costo lavoro è rallentato al 3,3% nel quarto trimestre.

L'Euro / dollaro USA continua la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a +0,15%. Crollo dell'oro (-4,15%), che ha toccato 4.619 dollari l'oncia. Seduta in lieve rialzo per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che avanza a 96,83 dollari per barile.

Sale molto lo spread, raggiungendo +84 punti base, con un deciso aumento di 6 punti base, mentre il BTP con scadenza 10 anni riporta un rendimento del 3,84%.

Tra gli indici di Eurolandia in perdita Francoforte, che scende del 2,48%, pesante Londra, che segna una discesa di ben -2,43 punti percentuali, e seduta negativa per Parigi, che scende dell'1,80%.

Sessione da dimenticare per la Borsa italiana, con il FTSE MIB che sta lasciando sul terreno il 2,32%; sulla stessa linea, il FTSE Italia All-Share crolla del 2,39%, scendendo fino a 45.916 punti. Pessimo il FTSE Italia Mid Cap (-2,87%); sulla stessa tendenza, in forte calo il FTSE Italia Star (-2,07%).

Al top tra le azioni più importanti di Milano, segna un buon incremento ENI, che riporta un +0,98% rispetto al precedente.

Le più forti vendite, invece, si manifestano su Inwit, che prosegue le contrattazioni a -15,96% (dopo l'accordo tra Tim e Fastweb+Vodafone per costruire e gestire fino a 6.000 nuove torri, con gli investitori che temono l'intesa tra i due principali clienti di Inwit per internalizzare gli investimenti). Sensibili perdite per STMicroelectronics, in calo del 4,91%. In apnea Prysmian, che arretra del 4,85%. Vendite su Unicredit, che registra un ribasso del 3,35%.

Al Top tra le azioni italiane a media capitalizzazione, BFF Bank (+4,83%), CIR (+1,51%), Philogen (+1,32%) e Moltiply Group (+0,96%).

I più forti ribassi, invece, si verificano su Technoprobe, che continua la seduta con -16,21% (ha registrato un balzo del 57,4% dell'utile netto 2025 a 98,8 milioni di euro). Tonfo di D'Amico, che mostra una caduta del 13,70% (D'Amico International, il maggiore azionista, ha venduto una quota del 5% per 40,3 milioni di euro attraverso un bookbuild accelerato, al prezzo di 6,50 euro per azione). Lettera su Maire, che registra un importante calo del 5,42%. Scende Danieli, con un ribasso del 5,21%.