(Teleborsa) - In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, celebrata ogni 22 marzo, l’Istat ha pubblicato un focus aggiornato che riunisce i dati più recenti sulle risorse idriche in Italia, evidenziando l’uso domestico, le attività economiche e le criticità territoriali. L’edizione di quest’anno include anche informazioni dalla prima Indagine Multiscopo sull’Agricoltura del 2024, realizzata nell’ambito del Censimento permanente dell’agricoltura.
I principali risultati evidenziano come nel 2024 siano stati prelevati 8,87 miliardi di metri cubi di acqua potabile, il livello più basso degli ultimi 25 anni, con un calo del 3% rispetto al 2022. Nonostante questo, l’Italia resta il Paese Ue con il maggiore prelievo di acqua dolce per uso domestico, con un consumo pro capite di 150 metri cubi annui, seconda solo all’Irlanda.
Le misure di razionamento hanno coinvolto oltre un milione di residenti nei capoluoghi di provincia, in aumento rispetto all’anno precedente, con criticità concentrate soprattutto nel Mezzogiorno, in particolare in Sicilia. Nel 2025, circa 2,7 milioni di famiglie hanno riscontrato irregolarità nel servizio idrico domestico, con il 10,2% delle famiglie italiane che ha dichiarato problemi di affidabilità dell’acqua, e oltre la metà in Sicilia e Sardegna che non si fida a bere l’acqua del rubinetto.
Sul fronte delle acque minerali naturali, nel 2023 sono stati prelevati quasi 19 milioni di metri cubi, con oltre la metà delle estrazioni concentrate nel Nord. La produzione di beni e servizi per la gestione delle acque reflue e dell’acqua ha generato un valore di 15 miliardi di euro (+0,5% rispetto al 2022), con un valore aggiunto di 6,2 miliardi (-1,3%), pari allo 0,3% del Pil nazionale. La spesa totale per la gestione delle acque reflue è stata di 13,5 miliardi, sostenuta principalmente dalle imprese (71%).
Per quanto riguarda l’agricoltura, dei 3.575mila ettari di superficie irrigabile, il 66,2% si trova al Nord. L’acquedotto e i consorzi irrigui forniscono acqua al 61,3% delle superfici irrigate, mentre al Centro e Sud prevalgono forme di auto-approvvigionamento. Nel 2024, oltre il 90% delle aziende agricole italiane ha segnalato difficoltà nell’irrigazione, con picchi fino al 99,2% in Sicilia. La maggior parte delle aziende colpite è di piccole dimensioni, mentre le grandi aziende registrano problemi in misura limitata.
L’obiettivo è offrire all’utente una visione integrata delle statistiche sulle acque, con particolare attenzione al territorio, alla popolazione e alle attività economiche.
Istat: oltre il 90% delle aziende agricole segnala difficoltà idriche in Italia
20 marzo 2026 - 17.11