(Teleborsa) - Il mercato EGM sta attraversando una fase di trasformazione significativa, sostenuta da un contesto macroeconomico più favorevole e da un rinnovato interesse verso le società a minore capitalizzazione. Come evidenzia Stefano Corneliani, Head of Websim Corporate – la divisione di Intermonte specializzata nel mercato EGM – la riduzione dei tassi e la rotazione verso mid e small cap hanno riportato attenzione e liquidità su un segmento che, pur mostrando segnali di recupero, rimane altamente selettivo. In questo scenario, le valutazioni attraenti e le prospettive di crescita delle migliori PMI delineano un’opportunità interessante per gli investitori orientati al valore in un mercato in evoluzione.
Negli ultimi mesi il quadro macro ha cambiato passo: la Federal Reserve ha riavviato il ciclo di allentamento con tre tagli tra settembre e dicembre 2025, grazie al rientro dell’inflazione verso il 2% e ad un mercato del lavoro che ha mostrato un raffreddamento ordinato; la BCE, invece, dopo i quattro tagli del primo semestre, ha mantenuto i tassi invariati con un approccio strettamente data-dependent. Il contesto di tassi in riduzione ha sostenuto i listini e favorito la rotazione verso il comparto delle mid e small caps, grazie a un costo del capitale più contenuto e a valutazioni attraenti. Il 2025 ha visto i listini principali raggiungere livelli record, trascinando Piazza Affari verso nuovi massimi. In questo contesto, l’EGM ha messo a segno una performance positiva, seppur più contenuta, caratterizzata da una forte eterogeneità: il mercato ha premiato con decisione le singole eccellenze e la qualità degli utili, confermando la vitalità delle migliori PMI del listino.
Che le mid e small cap abbiano attratto maggior interesse è evidente dai numeri: nei primi due mesi del 2026, i volumi medi giornalieri dei titoli quotati sul segmento STAR sono cresciuti di circa il 90% a/a, un trend rispetto al quale il mercato EGM fatica a tenere il passo. La ripresa dei volumi sull’EGM, seppur tardiva, ha tuttavia consentito di recuperare quasi integralmente il calo a doppia cifra registrato nel primo semestre 2025, portando l’anno a chiudersi con volumi scambiati in flessione dello 0,9% a/a. L’inversione di tendenza, avviata nel terzo trimestre dello scorso esercizio, sembra trovare conferma anche nei primi mesi del 2026, con volumi in crescita del 3,5% a/a. Gli scambi restano però fortemente concentrati su di una manciata di titoli: da inizio anno, i primi 20 titoli hanno attratto il 54% degli scambi complessivi sull’EGM, mentre per 68 titoli gli scambi medi giornalieri si sono arrestati al di sotto di €10,000, in un mercato che si conferma a trazione prevalentemente non istituzionale.
Sul fronte valutativo, EGM esprime oggi multipli particolarmente interessanti, soprattutto alla luce del profilo di crescita atteso: a fronte di un P/E 2025 pari a 16,8x e di un EV/EBITDA 2025 di 7,4x, le stime indicano una rapida compressione verso 12,7x e 5,8x nell’esercizio in corso, grazie ad una significativa crescita dei ricavi a cui dovrebbe seguire e un’espansione della marginalità operativa, in un contesto caratterizzato di un limitato ricorso all’indebitamento. (PFN aggregata pari a ca. €1,2 miliardi). Il segmento tratta a sconto significativo rispetto alle società a maggiore capitalizzazione in termini di EV/EBITDA (fino al 37% nel 2026), offrendo quindi un punto di ingresso attraente su realtà con tassi di crescita strutturalmente più elevati. In particolare, il comparto Tech, pur trattando a premio rispetto alla media di mercato, riflette dinamiche di sviluppo superiori e vede un progressivo riassorbimento del gap nei prossimi esercizi. In sintesi, la combinazione di crescita attesa, leva finanziaria moderata e multipli in contrazione rende l’attuale posizionamento valutativo di EGM particolarmente appealing in ottica prospettica.
(Foto: © alessandro0770 | 123RF)
EGM in transizione: opportunità di crescita in un mercato più selettivo
24 marzo 2026 - 08.40