(Teleborsa) - Wall Street ha avviato gli scambi in ribasso, in risposta alle notizie contrastanti in arrivo dal Medioriente a seguito di nuovi attacchi alle infrastrutture petrolifere, che hanno fatto nuovamente lievitare il prezzo del petrolio, ed in risposta alle versioni contrastanti fornite da Trump e Teheran sui colloqui in corso per porre fine al conflitto.
Sul fronte macroeconomico, la produttività del settore non agricolo è aumentata dell'1,8% su base trimestrale, ben al di sotto del dato preliminare (+2,8%), mentre il costo del lavoro è aumentato del 4,4%, ben oltre il dato preliminare (+2,8%).
Sono in uscita in questi minuti i dati del PMI manifatturiero di marzo, che dovrebbero fornire una primissima indicazione sull'impatto della guerra in Iran, anche se settimana scora, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha affermato che è "troppo presto per conoscere la portata e la durata dei potenziali effetti del conflitto sull'economia" ed ha segnalato che l'aumento dei prezzi dell'energia spingerà al rialzo l'inflazione generale nel breve termine.
A new York il Dow Jones accusa una discesa dello 0,77%; sulla stessa linea l'S&P-500 ha un andamento depresso e scambia sotto i livelli della vigilia a 6.545 punti. In lieve ribasso il Nasdaq 100 (-0,63%); sulla stessa tendenza, in frazionale calo l'S&P 100 (-0,55%).