(Teleborsa) - ‘Italia, investimenti reali. Sviluppo urbano, coesione sociale e crescita economica’: con questo titolo si è svolto a Roma il convegno promosso dal Comitato di Indirizzo del Fondo Impact. Un momento di confronto aperto a tutti gli stakeholder pubblici e privati sui temi primari per la transizione del territorio a supporto dello sviluppo economico, ambientale e sociale del Paese.

Il fondo Coima ESG City Impact (Fondo Impact) è partecipato dai primari investitori istituzionali nazionali tra cui Cassa Forense, ENPAM, Inarcassa, Cassa dei Dottori Commercialisti, Gruppo Intesa Sanpaolo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Padova e Rovigo, Fondo Pensione Monte dei Paschi di Siena, ENPACL, Fondo Pensione Nazionale BCC-CRA. Il fondo rappresenta uno dei primi esempi in Italia di fondo immobiliare strutturato secondo i principi dell’impact investing, con l’obiettivo di generare simultaneamente un ritorno finanziario, ambientale e sociale con obiettivi quantitativi definiti ex ante.


“La transizione industriale del territorio italiano rappresenta uno dei motori di sviluppo economico, ambientale e sociale per il futuro del Paese. - ha sottolineato Manfredi Catella, CEO e Fonder Coima SGR - La fase relativamente giovane del ciclo di rigenerazione urbana delle nostre città ci consente di dotarci di un'agenda aggiornata rispetto ad altri Paesi in fase più avanzata. La capacità di innovazione e di attuazione unendo competenze, conoscenze e capitali è la straordinaria opportunità che abbiamo ed è il senso di questa giornata di condivisione promossa dal comitato di indirizzo del fondo Impact”.

L’incontro è stata occasione per presentare i risultati del primo Report di Impatto del fondo, realizzato da Coima con il contributo scientifico di Teha (The European House Ambrosetti) e Human Foundation. L’obiettivo è quello di favorire uno scambio di esperienze e di ampliare il modello collaborativo adottato, favorendo un’accelerazione e amplificazione della transizione industriale del territorio italiano come motore di sviluppo.

“Il nostro obiettivo è creare le condizioni per generare impatto sull’economia reale. - ha spiegato Antonino Turicchi, Amministratore delegato di CDP Real Asset SGR - Da oltre quindici anni CDP Real Asset lavora per sviluppare un grande programma di edilizia sociale, costruito insieme a una rete di investitori istituzionali di primo piano — banche, assicurazioni, casse di previdenza — che allora hanno scelto di affiancarci non solo per un’opportunità di investimento, ma per un senso di responsabilità verso il Paese. Insieme abbiamo portato e fatto crescere il social housing in Italia. Oggi la crisi abitativa è ancora più profonda. E proprio per questo è il momento di rinnovare quell’impegno. Da parte nostra, continuiamo a investire con determinazione: auspichiamo che anche gli investitori istituzionali che hanno creduto in questo progetto tornino a investire al nostro fianco”.

Secondo quanto emerso dallo studio, dal 2020 il Fondo ha mobilitato risorse per 5 miliardi di euro attraverso l’attivazione di partnership strategiche e investimenti che hanno coinvolto le istituzioni nazionali e internazionali, per contribuire a rispondere alle urgenze strutturali del Paese, quali la transizione energetica, l’emergenza abitativa, l’integrazione tecnologica e la necessità di infrastrutture resilienti.

Il metodo adottato per il Fondo Impact si articola su tre pilastri principali: industriale, mediante interventi di trasformazione e di sviluppo fisico delle infrastrutture; scientifico, i KPI e i target quantitativi vengono fissati ex ante e verificati regolarmente nella loro evoluzione, in particolare rispetto alle deviazioni positive o negative, stabilendo azioni di gestione o aggiustamento di obiettivi e di attuazione per altri investimenti e progetti; sperimentale, necessariamente fondato su un processo iterativo con aggiustamenti progressivi basati su scostamenti rispetto ad un approccio scientifico.

Nei primi cinque anni, il Fondo ha attivato interventi dall’alto valore simbolico, come la costruzione del Villaggio Olimpico, che diventerà per l’anno accademico 2026/2027 lo studentato convenzionato più grande d’Italia con 1.700 posti letto, la rigenerazione dello Scalo di Porta Romana e quella di MilanoSesto a Milano, e delle ex caserme Guido Reni a Roma. Sul piano ambientale, tutti gli edifici completati sono fossil fuel free, nZEB e in Classe energetica A, con oltre 1,4 MW di potenza fotovoltaica installata prevista.

Nel complesso, nei primi anni di attività gli investimenti del Fondo hanno generato risultati significativi per l’economia reale: quasi 14 mila posti di lavoro; 3,6 miliardi di euro di attività economia generata e 1,9 miliardi di euro di contributo al PIL nazionale. Nel corso dell’evento i partecipanti hanno evidenziato come la rigenerazione urbana possa rappresentare un acceleratore economico della transizione energetica e della coesione sociale, a condizione che vengano create alcune condizioni abilitanti.