(Teleborsa) - L'ultima settimana ha visto gli asset digitali registrare il primo dato negativo in cinque settimane, con deflussi a livello globale per un totale di 414 milioni di dollari, in un contesto dominato da preoccupazioni per il protrarsi del conflitto in Iran e per le prospettive di un’inflazione più elevata. Elemento che ha fatto anche ribaltare le aspettative sui tassi USA da una previsione sii tagli a una stima id aumento. E' quanto sottolinea CoinShare, la principale società di investimento europea specializzata in asset digitali e cripto-currency, nell'ultimo report settimanale.

Gli asset totali in gestione (AuM) sono scesi a 129 miliardi di dollari, tornando su livelli osservati all’inizio di febbraio e
sostanzialmente in linea con quelli di aprile 2025, durante la fase iniziale dell’introduzione dei dazi da parte dell’amministrazione Trump.

A livello geografico, gli investitori in Germania e Canada hanno interpretato la recente debolezza delle quotazioni come un’opportunità, con afflussi rispettivamente pari a 21,2 milioni e15,9 milioni. Il sentiment negativo si è concentrato quasi esclusivamente sugli Stati Uniti, che hanno registrato deflussi per 445 milioni; deflussi marginali sono stati osservati anche in Svizzera, per un totale di 4 milioni.

Ethereum ha risentito maggiormente del sentiment negativo, probabilmente anche in relazione alle notizie sul Clarity Act e
ai possibili impatti sul comparto DeFi, registrando deflussi per 222 milioni e portando i flussi da inizio anno in territorio negativo per 273 milioni, il dato peggiore tra gli asset digitali.

Bitcoin rimane in territorio positivo da inizio anno con afflussi netti pari a 964 milioni – nonostante deflussi per un totale di 194 milioni - mentre lo short-Bitcoin ha registrato ulteriori afflussi per 4 milioni. Tra le altre cripto-divise, XRP si distingue tra i pochi asset in controtendenza, con afflussi per 15,8 milioni, mentre Solana ha registrato deflussi pari a 12,3 milioni.

(Foto: Jonathan Borba on Unsplash )