(Teleborsa) - Il Fondo Monetario Internazionale prevede che l’economia americana registrerà una crescita del 2,4% nel 2026, supportata da una possibile riduzione dei dazi e dal calo dei prezzi del petrolio. L’inflazione core dovrebbe attestarsi intorno al 2% nella prima metà del 2027.

Secondo il rapporto FMI, il mercato del lavoro continuerà a mostrare segnali di rallentamento, ma la disoccupazione rimarrà stabile intorno al 4%. I rischi a breve termine su crescita e occupazione sono considerati equilibrati, mentre i prezzi dell’energia rappresentano un fattore di pressione sull’inflazione.

Il Fondo sottolinea l’urgenza di interventi fiscali preventivi per affrontare gli squilibri di bilancio. Le politiche della Federal Reserve sono state efficaci, ma lo spazio per ulteriori riduzioni dei tassi nel corso del 2026 è limitato.

L’economia americana ha avuto una performance positiva nel 2025, con un’espansione del 2%, nonostante le tensioni politiche e lo shutdown governativo nell’ultimo trimestre. La crescita della produttività ha sostenuto l’attività economica, mentre l’aumento dell’occupazione ha risentito del calo dei flussi migratori.

L’inflazione generale è rimasta stabile, con i dazi che hanno inciso sui prezzi dei beni e un rallentamento dell’inflazione dei servizi. Il deficit federale si è ridotto dal 6,3% al 5,9% del PIL, mentre il debito pubblico ha raggiunto il 123,9% e il disavanzo delle partite correnti resta elevato, al 3,7%.

Per il 2026, il FMI prevede un incremento moderato del PIL al 2,4% su base trimestrale, con deficit delle amministrazioni pubbliche tra il 7% e il 7,5% del PIL e un debito che potrebbe superare il 140% entro il 2031. L’aliquota tariffaria effettiva sulle importazioni sarà compresa tra il 7% e l’8,5%, e gli effetti delle nuove politiche fiscali e dei dazi sul disavanzo delle partite correnti porteranno a una riduzione moderata, attorno al 3,5% del PIL.

Il FMI invita gli Stati Uniti a completare l’implementazione delle regole di Basilea III e a rafforzare la vigilanza sulle banche di medie dimensioni, sfruttando il prossimo Programma di Valutazione del Settore Finanziario per identificare eventuali rischi sistemici.

Infine, il Fondo incoraggia Washington a collaborare con i partner internazionali per migliorare l’equità del commercio globale, riducendo restrizioni, politiche industriali e altre distorsioni che potrebbero compromettere la crescita americana e quella dei partner commerciali.

(Foto: Renan Kamikoga on Unsplash)