(Teleborsa) - "Il Paese è fermo. Il fatto che la produzione non sia scesa come a gennaio è una magra consolazione, considerato il misero rialzo congiunturale dello 0,1% a fronte di un calo 6 volte maggiore nel solo mese di gennaio, -0,6% e dello 0,5% a dicembre. È quanto afferma afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati resi noti oggi dall'Istat stando ai quali la produzione industriale a febbraio sale dello 0,1% sul mese precedente e dello 0,5%% su base tendenziale.
"A questo – prosegue Dona – si deve aggiungere che i rincari dei carburanti e quelli delle bollette di luce e gas che stanno per arrivare, rischiano di dare il colpo di grazia alle nostre industrie. Purtroppo, fino a che il Governo non abbasserà le imposte sull'energia, come fece Draghi, azzerando gli oneri di sistema e riducendo l'Iva sul gas al 5%, le nostre imprese saranno sempre meno competitive rispetto a quelle del resto d'Europa, avendo un fardello che grava sui loro costi".
Sulla stessa linea il Codacons. "Sul fronte della produzione industriale i dati di febbraio registrano un incremento minimo sia su base mensile che su base annuale, ma la crescita non interessa tutti i comparti, con i beni di consumo che segnano performance ancora molto negative. I beni di consumo non durevoli registrano infatti un calo annuo del -1,2%, mentre per quelli durevoli si assiste ad un tracollo, con una contrazione su base annua che a febbraio raggiunge il -6,4% – spiega il Codacons – Dati che si riferiscono ad un periodo antecedente la crisi attuale del Medio Oriente e che potrebbero sensibilmente peggiorare per effetto della situazione economica internazionale e dei rincari dei prodotti petroliferi ed energetici, che hanno un peso rilevante sul comparto industriale. Un quadro che si aggiunge a quello già negativo che ha contraddistinto l'industria italiana nell'ultimo anno, e che rischia di avere ripercussioni pesantissime per la nostra economia".
Più ottimista Confcommercio. "Il dato di febbraio sulla produzione industriale, tornata in positivo sia in termini mensili che su base annua, si inserisce in un contesto in cui l'economia italiana, seppure non con particolare vivacità e con differenze marcate tra i settori produttivi, mostrava – almeno fino all'inizio dell'ennesimo conflitto – segnali di miglioramento. L'attività industriale – commenta l'Ufficio Studi di Confcommercio in una nota – si conferma, al netto delle variazioni registrate nei singoli mesi, sostanzialmente ferma dalla metà del 2024 con marginali tendenze al rialzo che hanno permesso, negli ultimi periodi, di registrare, nel confronto annuo, più variazioni positive che negative. Gli stessi dati evidenziano che, ad oggi, l'attività dell'industria è ancora decisamente inferiore ai livelli toccati nello scorso decennio. Ben diversa è la situazione nel terziario di mercato, all'interno del quale il turismo continua a rappresentare uno dei principali driver della tenuta e della crescita dell'economia italiana. Anche a febbraio le presenze, sostenute dal contemporaneo svolgimento delle Olimpiadi invernali, hanno segnalato un ulteriore forte incremento, pari a +17% rispetto allo stesso mese del 2025 (già anno record). Il primo bimestre dell'anno in corso fa segnare una crescita complessiva delle presenze di quasi il 26% rispetto al 2019. Da dicembre 2025, poi, anche la componente italiana è in forte sviluppo"
Produzione industriale, Consumatori: "Paese fermo, rialzo misero. Per beni consumo dati ancora pessimi"
Il commento di Unc e Codacons ai dati Istat. Confcommercio: "Produzione industriale ha smesso di scendere, molto bene il turismo"
10 aprile 2026 - 14.05