"Per stimolare la domanda prevediamo incentivi mirati per i veicoli commerciali e alcune categorie specifiche, in modo da facilitare il rinnovo del parco circolante e sostenere la ripresa del mercato". L'annuncio è arrivato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un messaggio inviato al convegno di Federauto, la federazione che rappresenta i concessionari italiani. "Credo che insieme agli operatori della filiera possiamo tracciare il percorso per una transizione sostenibile, equilibrata ed inclusiva, che faccia ripartire un mercato da troppo tempo depresso", ha aggiunto.
"L'andamento crescente delle compravendite delle auto usate denota come il mercato chieda prodotti, ma evidentemente l'offerta non incontra i reali poteri d'acquisto delle famiglie", ha osservato il ministro. "In questo contesto il Governo italiano con fermezza ha dato una scossa all'Unione Europea, mettendo in discussione le folle idee del Green Deal", ha aggiunto.
"Il calo delle immatricolazioni è una tendenza a cui il governo non vuole assuefarsi", aveva dichiarato poco prima il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in collegamento al convegno. "C'è attenzione verso il settore automotive, consapevoli della fase di contrazione strutturale che sta attraversando", ha detto. Fra le possibili misure, "non si può ignorare il tema della fiscalità auto aziendali. Federauto ha fatto delle proposte. C'è il nostro impegno a valutare interventi, soprattutto se non onerosi per il senso di responsabilità con cui gestiamo la finanza pubblica", ha detto.
Sulle immatricolazioni "c'è stato qualche segnale positivo nel primo trimestre, ma dobbiamo monitorare gli effetti dello shock generato dal conflitto in Iran", ha spiegato il ministro Giorgetti. "Il calo delle immatricolazioni impatta sull'ambiente, sull'economia di un paese come il nostro in cui l'industria dell'auto e della componentistica conta, e sulle casse dello Stato per la mancanza di gettito", ha sottolineato.
Il ministro è poi tornato sul contesto europeo. "Pensare di imporre una tecnologia per legge, come ha fatto l'Ue, ha distrutto il mercato dell'auto". "Oltre all'elettrico – ha spiegato Giorgetti – esistono altre strade per decarbonizzare il parco auto, come l'ibrido che ha superato la metà delle immatricolazioni". "Bisogna consolidare le aperture che l'Ue ha concesso e puntare su un approccio multitecnologico. Il Mef e il governo continueranno ad essere al fianco del settore", ha concluso.
Sulla stessa linea anche il ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, che in in un messaggio inviato al convegno ha sostenuto che per la transizione del settore automotive "non c'è solo l'elettrico. È fondamentale introdurre anche una categoria di veicoli alimentati con carburanti bio e carburanti sostenibili. In questo campo l'Europa può diventare davvero avanguardia delle nuove soluzioni decarbonizzate". In particolare, "l'automotive italiano può vantare eccellenze tanto nel campo della ricerca che nel campo dell'industria. Quello che dobbiamo fare è consentire loro di partecipare al dibattito con la giusta rilevanza che devono avere", ha aggiunto.