(Teleborsa) - Chiusura in marginale ribasso per la maggior parte degli indici europei, mentre mostra un rosso più consistente Madrid, per il peggioramento del quadro geopolitico dopo il fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e l'annuncio del blocco dello Stretto di Hormuz (dalle 16 odierne, a tutte le navi battenti bandiera di qualsiasi paese, verrà impedito il transito nelle acque del Golfo Persico). Sul fronte energetico, il petrolio ha superato nuovamente i 100 dollari al barile, con forti rialzi sia per il Brent che per il WTI; anche il gas naturale è in significativo incremento.

Dalla BCE, Boris Vujcic ha dichiarato che i costi dell'energia rimangono vicini allo scenario di base, nonostante l'aumento avvenuto dal recente cessate il fuoco; Luis de Guindos ha detto che Francoforte valuterà l'opportunità di aumentare i tassi di interesse sulla base degli effetti inflazionistici derivanti dalla guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran e dell'impatto sui mercati energetici.

L'OPEC ha rivisto al ribasso di 500.000 barili al giorno le sue previsioni sulla domanda mondiale di petrolio per il secondo trimestre, citando l'impatto della guerra in Medio Oriente, ma tale debolezza dovrebbe essere compensata nella seconda metà del 2026.

Negli Stati Uniti, è iniziata la stagione delle trimestrali del mondo bancario con Goldman Sachs che ha battuto le attese sugli utili, grazie alla forza delle operazioni e del trading azionario, anche se le sue azioni scendono per la debolezza della divisione del reddito fisso, valute e materie prime.

Lieve aumento per l'euro / dollaro USA, che mostra un rialzo dello 0,37%. Vendite diffuse sull'oro, che continua la giornata a 4.712,1 dollari l'oncia. Giornata di forti guadagni per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), in rialzo del 6,79%.

Torna a salire lo spread, attestandosi a +79 punti base, con un aumento di 2 punti base, con il rendimento del BTP decennale pari al 3,88%.

Tra i mercati del Vecchio Continente discesa modesta per Francoforte, che cede un piccolo -0,26%, ferma Londra, che segna un quasi nulla di fatto, e pensosa Parigi, con un calo frazionale dello 0,29%.

A Milano, il FTSE MIB è sostanzialmente stabile, chiudendo la giornata su 47.527 punti; sulla stessa linea, chiude la giornata senza infamia e senza lode il FTSE Italia All-Share, che rimane a 49.952 punti. In frazionale calo il FTSE Italia Mid Cap (-0,34%); pressoché invariato il FTSE Italia Star (+0,08%).

Tra i best performers di Milano, in evidenza Leonardo (+2,65%), Poste Italiane (+2,64%), Telecom Italia (+2,50%) e Banca Mediolanum (+1,24%).

Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Amplifon, che ha chiuso a -2,89%. In rosso Stellantis, che evidenzia un deciso ribasso del 2,86%. Spicca la prestazione negativa di Moncler, che scende del 2,46%. Buzzi scende del 2,40%.

In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano, GVS (+10,24%), BFF Bank (+9,23%), LU-VE Group (+4,07%) e Carel Industries (+3,61%).

I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Webuild, che ha archiviato la seduta a -5,05%. Calo deciso per Cementir, che segna un -3,19%. Sotto pressione Fiera Milano, con un forte ribasso del 2,63%. Soffre Ascopiave, che evidenzia una perdita del 2,25%.