(Teleborsa) - Dopo che la Corte UE ha confermato che i Centri per i rimpatri in Albania non violano il diritto europeo, il Consiglio die Ministri è stato convocato per domani - venerdì 24 aprile - con all'ordine del giorno l'esame del decreto legge recante "Disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti".
Le conclusioni dell'Avvocato generale Emiliou sul Protocollo Italia-Albania in tema di rimpatri, pubblicato oggi, ha infatti confermato che "è compatibile con la normativa dell'UE relativa alle procedure di rimpatrio e di asilo, a condizione che i diritti dei migranti siano pienamente tutelati"
Il Protocollo Italia-Albania, firmato il 6 novembre 2023, - si ricorda - autorizza l'Italia ad istituire e gestire, sul territorio dell'Albania, centri per il trattenimento e il rimpatrio che restano assoggettati alla giurisdizione italiana, a scopo di gestione dei flussi migratori.
L'avvocato generale Nicholas Emiliou è dell’opinione che, in linea di principio, la Corte debba considerare il Protocollo e la relativa normativa italiana compatibili con il diritto dell'Unione europea, a condizione che i diritti individuali e le garanzie riconosciuti ai migranti ai sensi del sistema europeo comune di asilo siano pienamente tutelati.
In primo luogo, l'avvocato generale osserva che il diritto dell'UE non impedisce a uno Stato membro di istituire un centro di trattenimento per i rimpatri al di fuori del suo territorio, anche se lo Stato resterebbe obbligato a rispettare tutte le garanzie previste dall’UE per i migranti, incluso il diritto all'assistenza legale, all'assistenza linguistica ed ai contatti con i familiari e le autorità competenti. In particolare, i minori e le altre persone vulnerabili devono godere di tutte le tutele previste dal sistema di asilo, incluso l'accesso all'assistenza medica e all'istruzione.
In secondo luogo, le conclusioni rilevano che la norma che consente ai richiedenti protezione internazionale di restare in uno Stato membro finché le loro domande sono pendenti non conferisce loro il diritto di essere riportati nel territorio di detto Stato. Nondimeno, gli Stati membri devono adottare le misure organizzative e logistiche necessarie a garantire ai migranti il godimento dei diritti e delle tutele previsti dal diritto dell'Unione. Ciò include il diritto di accesso a un giudice e ad un tempestivo riesame giurisdizionale al fine di evitare un trattenimento illegittimo.
Immigrazione, avvocato Corte UE: Protocollo Italia-Albania conforme a diritto Unione
Le considerazioni dell'avvocato Emiliou confermano che i centri nei Paesi terzi sono ammessi, ma restano obbligatorie le tutele del diritto d'asilo
23 aprile 2026 - 20.46