(Teleborsa) - Alla fine del terzo trimestre del 2025, meno dell'1% delle attività finanziarie degli investitori italiani (famiglie, imprese, intermediari finanziari) era riconducibile, direttamente o indirettamente, ai titoli emessi dal settore tecnologico statunitense, una quota non dissimile da quella del complesso dell'area dell'euro. È quanto emerge da un focus presente nell'ultimo Rapporto sulla Stabilità Finanziaria di Banca d'Italia.
L'esposizione era per circa tre quarti acquisita mediante l'investimento in quote di fondi comuni. Considerando solo l'investimento diretto, il peso del comparto tecnologico statunitense era lievemente più rilevante in Italia rispetto all'area (rispettivamente 13% e 12% del portafoglio azionario).
Nel settore non finanziario, gli investimenti delle imprese italiane e dell'area dell'euro nel comparto tecnologico statunitense erano trascurabili; l'esposizione era relativamente maggiore per le famiglie (1,1% in Italia e 1,2% nell'area). All'interno del settore finanziario italiano l'incidenza era superiore per i fondi di investimento (4,1% delle attività finanziarie) e per le assicurazioni e i fondi pensione (3,3%), mentre era marginale per le banche e per gli altri intermediari finanziari.
Il report ricorda che, dal 2022, è significativamente aumentata la capitalizzazione delle cosiddette Magnifiche 7 (Alphabet/Google, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia, Tesla) e delle altre aziende del settore tecnologico statunitense, raggiungendo circa 20.000 miliardi di euro. "Di recente sono emersi dubbi sulle effettive possibilità di crescita e di redditività delle imprese del comparto, e quindi sulla corrispondenza tra le attuali valutazioni e le prospettive di redditività", viene sottolineato.
Investimenti, esposizione degli italiani ai titoli tech USA è inferiore all'1%
Il focus di Banca d'Italia
29 aprile 2026 - 18.00