(Teleborsa) -
Dopo aver postato una mappa di Hormuz diventata 'Stretto di Trump, il presidente degli Stati Uniti Trump, ha ricondiviso su Truth un'immagine con il messaggio 'The storm is coming, la tempesta sta arrivando', accompagnata dalla frase Niente può fermare ciò che sta arrivando.

In un post successivo il tycoon cita un sondaggio di Harvard Harris che afferma che una forte maggioranza di americani sostiene la sua posizione sull'interruzione del programma nucleare iraniano. Intanto, cresce il pessimismo su una rapida fine del conflitto con il petrolio che balza ai livelli più alti da almeno quattro anni e il Brent che nella notte ha toccato i 126,41 dollari al barile. Ovviamente, borse in rosso, in scia ai timori di un'escalation.

Intanto, arrivano anche le parole della Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei che afferma in una dichiarazione che l'unico posto possibile per gli americani nel Golfo Persico "è sul fondo delle sue acque": lo riporta la tv di stato. Khamenei in occasione della Giornata nazionale iraniana del Golfo Persico ha affermato che la "nuova gestione" dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran "porterà calma e progresso" e benefici economici a tutte le nazioni e che l'Iran eliminerà "gli abusi del nemico sulle vie navigabili". Ha aggiunto che i paesi della regione condividono un destino comune, ma che "gli stranieri che commettono il male" non hanno futuro in quei luoghi.

"Non si intravede una rapida via d'uscita dalla situazione di stallo nello Stretto di Hormuz. E le conseguenze sono negative su tutta la linea", ha detto l'Alto rappresentante per la Politica Estera Kaja Kallas intervenendo in Estonia, alla riunione dei ministri degli Esteri degli Otto Paesi nordici e baltici


Altra notizia non rassicurante è che sempre più voci indicano la ripresa della azione militare di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Nel corso di una cerimonia, il ministero della Difesa israeliano Israel Katz ha detto: "Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in coordinamento con il primo ministro Benjamin Netanyahu, sta guidando gli sforzi per raggiungere gli obiettivi della campagna, per garantire che l'Iran non diventi ancora una volta una minaccia per Israele, gli Stati Uniti e il mondo libero in futuro". "Sosteniamo questo sforzo e stiamo fornendo il supporto necessario, ma è possibile che dovremo presto agire di nuovo per garantire che questi obiettivi siano raggiunti", ha aggiunto il ministro.