(Teleborsa) - L'Istituto per le Opere di Religione (IOR), la cosiddetta "banca vaticana", ha chiuso il 2025 con 51 milioni di euro di utile netto (record degli ultimi 10 anni), in crescita del 55,5% rispetto al 2024, anche grazie all'aumento della raccolta della clientela. Il margine di interesse è stato pari a 32,3 milioni di euro, in crescita rispetto a 29,4 milioni nel 2024; il Margine Commissionale pari a 26,2 milioni di euro, in linea rispetto all'anno precedente di 26,5 milioni; il margine di intermediazione pari a 66,3 milioni di euro, in crescita rispetto a 51,5 milioni.
Inoltre, segnala 5,9 miliardi di euro di raccolta complessiva (depositi, conti correnti, gestioni patrimoniali e titoli in custodia) gestita dall'Istituto, rispetto ai 5,7 miliardi di euro del 2024, e 815,3 milioni di euro di patrimonio netto, in crescita di 83,4 milioni rispetto al 2024.
La significativa crescita dell'utile netto è principalmente riconducibile al miglioramento dei risultati operativi, conseguente ad una "gestione attiva e disciplinata dei portafogli e alle condizioni favorevoli di mercato", si legge in una nota. Tale andamento ha determinato un rilevante incremento della redditività complessiva, ulteriormente sostenuta dalla variazione positiva delle riserve relative al Fondo Pensione.
Tutte le strategie delle Gestioni Patrimoniali (GPM) della Clientela, con tutte le linee di gestione patrimoniale in territorio positivo, confermano il posizionarsi dello IOR come uno dei principali gestori patrimoniali al servizio di enti ed investitori Cattolici. L'Istituto ha continuato ad offrire una gamma di prodotti ben diversificata, integrando la propria expertise gestionale con quella di oltre 11 asset manager internazionali.
Il bilancio ha ottenuto una relazione "senza rilievi" dalla società di revisione contabile Deloitte & Touche; in data 28 aprile 2026 è stato approvato all'unanimità dal Consiglio di Sovrintendenza dell'Istituto e, come da Statuto, trasmesso alla Commissione Cardinalizia, che ha deliberato la distribuzione al Santo Padre di un dividendo pari a 24,3 milioni di euro, in crescita del 76,1% rispetto al 2024, in coerenza con la missione dell'Istituto a sostegno delle opere di religione e di carità.
L'Istituto prosegue la propria attività secondo le linee definite dal Piano Strategico 2026-2028 approvato dal Consiglio di Sovrintendenza e declinato secondo tre direttrici: centralità del cliente, prudenza, sicurezza e solidità. Come già comunicato a marzo, Jean-Baptiste de Franssu ha concluso il proprio mandato con l'approvazione del bilancio dell'esercizio 2025. Francois Pauly è entrato in carica quale nuovo Presidente.
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