(Teleborsa) - Intesa Sanpaolo destinerà il 30% delle nuove erogazioni a medio-lungo termine al credito sostenibile nell'arco del Piano di Impresa 2026-2029, per un ammontare superiore ai 110 miliardi di euro. Lo ha reso noto il gruppo bancario nel corso di un convegno tenutosi oggi a Milano, confermando l'impostazione del Piano presentato a febbraio dal Consigliere Delegato e CEO Carlo Messina.

Dei 110 miliardi complessivi, circa 87 miliardi sono destinati alla transizione green e circa 25 miliardi a crediti con impatto sociale. Il gruppo ha inoltre confermato gli impegni di decarbonizzazione coerenti con l'obiettivo Net-Zero al 2050, rafforzando i target al 2030 relativi a emissioni finanziate, asset management, assicurazioni ed emissioni proprie.

Nei primi tre mesi dell'anno Intesa Sanpaolo ha erogato 4,2 miliardi di euro di nuovi prestiti a medio-lungo termine per la transizione sostenibile, di cui 1,4 miliardi in mutui green, pari al 35% dei nuovi mutui complessivi. Sul fronte del social lending, sono stati erogati circa 1,4 miliardi di euro per rafforzare l'inclusione finanziaria. Le iniziative di istruzione, orientamento e occupabilità hanno raggiunto oltre 11.000 giovani.

Quanto agli indicatori ambientali, le emissioni proprie di CO2 (Scope 1 e 2) sono diminuite del 6% nel 2025 rispetto al 2024, mentre nel primo trimestre 2026 il 96% dell'energia acquistata a livello di Gruppo proviene da fonti rinnovabili. Le emissioni finanziate nei settori oggetto di target di decarbonizzazione si sono ridotte del 12% nel 2025 sul 2024, con un calo del 41% rispetto al 2022. Il gruppo è stato confermato nei Dow Jones Best-in-Class Indices, incluso nella CDP Climate A List e risulta primo tra le banche del peer group per Sustainalytics.

L'incontro "Energia e adattamento climatico: nuove sfide per le imprese", svoltosi oggi a Milano, è stato aperto da Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo, e ha visto gli interventi, tra gli altri, di Enrico Letta, già Presidente del Consiglio dei Ministri e attualmente Presidente dell'Institut Jacques Delors e rettore della IE School of Politics, Economics & Global Affairs di Madrid, e di Enrico Giovannini, già Ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili e Direttore scientifico ASviS. La chiusura dei lavori è stata affidata a Paola Angeletti, Chief Sustainability Officer di Intesa Sanpaolo.

Il convegno ha affrontato l'evoluzione del mercato europeo dell'energia e delle infrastrutture, alla luce della dipendenza europea dalle fonti fossili e della necessità di investire in nuove infrastrutture elettriche e rinnovabili. È stata sottolineata anche l'esigenza di rispondere ai fenomeni climatici estremi, in aumento in Europa e in Italia, con strategie di mitigazione e adattamento.

"La transizione energetica è una leva strategica, ridefinisce filiere e modelli di business, richiede capacità di innovare e un coordinamento tra le diverse parti coinvolte e per essere efficace deve avere una dimensione sistemica, non può essere affidata unicamente alla volontà dei singoli attori economici", ha sottolineato il Presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, aggiungendo "servono politiche pubbliche coerenti anche a livello sovranazionale strumenti adeguati, un quadro regolatorio che premi il futuro. Noi siamo pronti a collaborare dobbiamo essere consapevoli che il tempo della gradualità è finito. La trasformazione è in corso sta a noi governarla con
lucidità, responsabilità e ambizione".

Paola Angeletti, chief sustainability officer di Intesa Sanpaolo, chiudendo l'evento, ha spiegato che "adattamento climatico e transizione energetica sono due facce della stessa strategia. Occorre visione ma anche capacità di esecuzione in tempi rapidi. Si tratta di una sfida sistemica, che riguarda il modo in cui programmiamo le nostre economie, il ruolo delle imprese, la collaborazione tra pubblico e privato". "Intesa Sanpaolo - ha proseguito - è in grado di accompagnare e accelerare questa trasformazione, canalizzando risorse verso progetti che rendano il sistema economico più efficiente, sostenibile e competitivo. In un contesto in cui molte banche hanno ridotto i loro impegni, noi li abbiamo rafforzati a beneficio di una crescita strutturale e moderna delle imprese e di tutti i nostri clienti. Il nuovo Piano di Impresa 2026-2029, oltre all’impegno per la decarbonizzazione e per il sociale, mira al supporto della transizione sostenibile della clientela. Solo attraverso una collaborazione strutturata tra tutti gli stakeholder e un confronto costruttivo e continuo nel tempo potremo sviluppare soluzioni efficaci per affrontare al meglio complessità e nuove opportunità che nessun attore può gestire da solo".

Nel corso della giornata sono stati presentati due studi: il settimo MED & Italian Energy Report di SRM – centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo, realizzato in collaborazione con l'ESL@Energy Center del Politecnico di Torino – e un report sull'infrastruttura della rete elettrica in Europa, curato dalla Fondazione NEST (Network for Energy Sustainable Transition).