Il convegno odierno ha voluto "riportare al centro della sovranità industriale il mercato quale strumento di rilancio delle aziende. Un mercato efficiente permette di vedere maggiore liquidità, di vedere le aziende valorizzate, di utilizzare lo strumento della quotazione per crescere sia tramite aumenti di capitale ma anche tramite operazioni fatte con scambio di carta".
"Però se il mercato non funziona, tutto ciò non può essere fatto, e succede che perdiamo molte realtà industriali, perché poi quando ci sono i cambi controllo spesso sono a favore di aziende industriali estere - che vanno a consolidare in Italia approfittando anche di basse valutazioni - o a favore di operatori finanziari - ha sostenuto Polidoro - Ma la maggior parte degli operatori finanziari sono operatori che hanno la testa pensante all'estero, sono fondi di private equity internazionali, e quindi di fatto perdiamo sovranità industriale. Per questo richiediamo forte attenzione al rilancio del mercato, perché può essere uno strumento di leva industriale per il sistema Italia".
Le misure più urgenti "sono quelle che riattivano tutti quegli strumenti che riportano liquidità sul mercato, dagli incentivi fiscali per portare l'investimento del retail sul mercato, al rilancio di strumenti come PIR o strumenti simile PIR che possano permettere di dare liquidità giornaliera alle aziende - ha spiegato il presidente di AssoNEXT - Poi rafforzare quel passo che è stato fatto verso gli investitori di lungo termine: creare anche qui magari incentivi fiscali per gli investitori che detengono partecipazioni per tre-cinque anni, far sì che quello che ha iniziato Cassa Depositi e Prestiti con lancio di FNSI diventi un progetto più grande, che non si limiti a 1 miliardo di euro ma che possa arrivare a 5-10 miliardi. Così probabilmente rimetteremo il mercato al centro dell'attenzione e lo faremo diventare uno strumento di sviluppo dell'economia nazionale".
Intanto, AssoNEXT "evolve in un clima più collegiale, perché il singolo che si impegna per l'associazione può portare a un maggior sviluppo dell'associazione stessa - ha raccontato - Da questo punto di vista, sono stati divisi un po' i compiti all'interno per un programma ambizioso, che certamente non può essere sviluppato nell'arco di un anno, ma ci vorrà un arco temporale più ampio".
"Questo programma guarda a vari fronti: da un lato rafforzare le imprese e la rappresentatività delle imprese verso le istituzioni, dall'altro quello di creare quegli strumenti che fanno sì che le imprese beneficino del mercato e non lo vedano come un maleficio; e da qui far sì che politicamente si possa fare lobbying per ottenere, ad esempio, incentivi fiscali alla quotazione o alla permanenza, alle aggregazioni o alla liquidità; fare tutto ciò che sia possibile confronti di investitore istituzionale - le assicurazioni, i fondi pensione, le casse, gli stessi gestori - per riportare l'attenzione sul mondo delle PMI, che deve diventare una vera e propria asset class che permette la crescita e lo sviluppo del nostro sistema industriale italiano".