(Teleborsa) - L’Italia conferma le proprie eccellenze nella ricerca scientifica, nell’export manifatturiero e nelle infrastrutture tecnologiche avanzate, ma continua a scontare ritardi strutturali che frenano la competitività del sistema innovativo. È quanto emerge dal TEHA Global Innosystem Index 2026, presentato alla 15esima edizione del Technology Forum di TEHA Group a Stresa, che colloca il nostro Paese al 31esimo posto mondiale per capacità di innovazione, stabile rispetto al 2023.
A penalizzare l’Italia sono soprattutto il capitale umano e il livello degli investimenti in ricerca e sviluppo. Il Paese è infatti 33esimo al mondo per capitale umano e 37esimo per spesa pubblica in istruzione in rapporto al PIL. Solo il 31,58% dei giovani tra i 25 e i 34 anni è laureato e la quota di laureati STEM resta inferiore rispetto ai principali competitor internazionali. Debole anche il fronte degli investimenti: quelli complessivi in R&D valgono l’1,38% del PIL, mentre il venture capital si ferma allo 0,03%.
"Nel 2026 i dati del TEHA Global Innosystem Index confermano che i Paesi più competitivi sul terreno dell’innovazione sono quelli che puntano sul capitale umano e su ricerca e sviluppo", dichiara Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House - Ambrosetti e TEHA Group. "L’Italia purtroppo continua a scontare un ritardo strutturale proprio su questi fronti. Il nostro Paese destina all’istruzione il 4,07% del PIL, contro il 7,3% della Svezia, che guida la classifica mondiale per capitale umano. Anche sul fronte della formazione universitaria il gap resta ampio: in Corea del Sud circa il 71% dei giovani è laureato, mentre in Italia siamo poco sopra il 31%".
Nonostante queste criticità, il report evidenzia anche i punti di forza dell’ecosistema italiano. L’Italia è sesta al mondo per efficacia dell’ecosistema innovativo, grazie alla capacità di trasformare ricerca e innovazione in risultati economici concreti, e quinta per numero di pubblicazioni scientifiche e citazioni. Si distingue inoltre per la competitività nei servizi di ricerca avanzata e per la presenza di infrastrutture HPC tra le più avanzate al mondo: il Paese è settimo a livello globale per potenza di calcolo dei supercomputer.
"Allo stesso tempo, però, l’Italia dispone di asset strategici su cui costruire una crescita futura: la qualità della ricerca scientifica, la forza del proprio export manifatturiero e infrastrutture tecnologiche di eccellenza", aggiunge De Molli. "Per consentire al nostro Paese di tornare a competere con i principali ecosistemi globali sarà quindi essenziale creare condizioni favorevoli allo sviluppo di talenti, imprese innovative e capitale privato. È su questi fattori che si giocheranno la crescita industriale e l’occupazione nei prossimi anni".
TEHA Global Innosystem Index 2026: Italia 31° al mondo per innovazione
Eccellono ricerca, brevetti ed export, ma pesano i ritardi in educazione STEM e negli investimenti in tecnologia
21 maggio 2026 - 18.13