(Teleborsa) - Il 3 giugno 2026 segna una tappa rilevante nel dialogo tra Roma e Bruxelles in materia di politica energetica e fiscale. La Commissione europea ha approvato una misura di flessibilità fiscale a favore dell'Italia per affrontare la crisi energetica, accompagnando l'apertura con un pacchetto articolato di raccomandazioni e richiami. Intanto, è arrivata una nuova rimodulazione del PNRR per circa 2 miliardi con misure anche per l'energia anche in linea con la decisione dell'UE.
La flessibilità sull'energia
Il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis ha annunciato che l'Italia potrà utilizzare fino allo 0,3% del PIL all'anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure di resilienza energetica, con un tetto cumulativo dello 0,6% del PIL nell'arco dei tre anni. La misura si inserisce nell'estensione della clausola nazionale di salvaguardia già prevista per la difesa. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito il risultato "estremamente importante", quantificandolo in 14 miliardi di euro destinati a mitigare l'impatto dei rincari energetici su famiglie vulnerabili e imprese energivore. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato che Bruxelles ha recepito proposte frutto di "un lavoro lungo, serio e riservato".
Le raccomandazioni della Commissione
L'apertura sull'energia si accompagna tuttavia a sei raccomandazioni rivolte all'Italia. Sul fronte dei conti pubblici, Bruxelles invita a mantenere il percorso di risanamento: l'Italia rimane in procedura per deficit eccessivo assieme ad altri otto Paesi. Le misure anti-caro energia già in vigore valgono circa lo 0,1% del PIL e potrebbero raggiungere lo 0,3% se prorogate a fine anno. La Commissione avverte che la riduzione non mirata delle accise sui carburanti, come emerso dall'esperienza 2022-2023, comporta costi fiscali elevati ed è ritenuta inefficiente sia dal punto di vista sociale che economico.
Sul fronte fiscale, Bruxelles rileva che il carico continua a gravare prevalentemente sul lavoro, mentre l'evasione e la complessità del sistema restano elevate. Viene segnalato un ricorso crescente a regimi di tassazione piatta e a misure assimilabili a condoni, con il rischio di indebolire il rispetto degli obblighi tributari. Tornano le richieste di aggiornamento dei valori catastali e di riduzione delle agevolazioni fiscali dannose per l'ambiente. Nel documento viene anche indicato che vi sarebbero margini per spostare parte del carico fiscale dal lavoro verso basi imponibili come patrimonio e successioni. Sul versante sociale, viene evidenziato che la povertà assoluta ha raggiunto livelli storicamente elevati, interessando l'8,4% delle famiglie e il 13,8% dei minori.
Le misure immediate e la rimodulazione del PNRR
Sul piano delle azioni concrete, il governo si appresta ad abbandonare la strada del taglio delle accise sui carburanti - non finanziabile con i nuovi margini in deficit - e a introdurre misure più selettive. In Consiglio dei ministri è atteso un decreto legge da circa 500 milioni che prevede un voucher energia mensile di circa 100 euro, destinato alla platea già beneficiaria della "Carta dedicata a te", in linea con il criterio di misure "mirate e temporanee" richiesto da Bruxelles.
In parallelo, dopo una cabina di regia a Palazzo Chigi, è stata varata una nuova rimodulazione del PNRR per circa 2 miliardi di euro. Il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha spiegato che l'intervento comprende 90 revisioni di ordine tecnico e una ridefinizione finanziaria che interessa diversi ministeri. Le risorse riprogrammate saranno destinate principalmente a efficientamento energetico (200 milioni per l'edilizia residenziale pubblica), industria 5.0 (700 milioni), housing con finalità di efficienza energetica (1 miliardo tramite strumento finanziario), comunità energetiche (173 milioni), PMI per la produzione di energia (32 milioni) e acquisto di treni elettrici (94 milioni). Foti ha ricordato che la Commissione europea ha riconosciuto all'Italia un primato nell'attuazione del Piano, e che il processo è ora nella fase finale, quella relativa alla decima e ultima rata.