(Teleborsa) - Il CdA di ATON Green Storage, società quotata su Euronext Growth Milan e operante nel mercato dell'ingegnerizzazione e produzione di sistemi di accumulo di energia per impianti fotovoltaici, ha deliberato di procedere alla presentazione dell'istanza di accesso alla composizione negoziata della crisi, con contestuale richiesta di misure protettive del patrimonio e di misure cautelari. La società evidenzia che "permangono incertezze significative sulla continuità aziendale della società in assenza di interventi straordinari, da valutarsi alla luce dell'esito delle trattative con i creditori e dell'evoluzione della domanda di mercato nei prossimi mesi".
Nell'ambito del percorso di risanamento, la società ha richiesto in data 13 aprile 2026 a tutti gli istituti di credito una moratoria di fatto sul pagamento delle rate in scadenza sino al 30 giugno 2026, in attesa della conclusione delle trattative in corso. In tale contesto, alcuni istituti di credito hanno manifestato riserve sull'operatività degli affidamenti esistenti ovvero hanno subordinato il rinnovo degli stessi alla definizione delle trattative in atto. Alcuni istituti hanno anche segnalato posizioni di irregolarità su taluni rapporti, con avviso di possibile risoluzione anticipata in caso di mancata regolarizzazione, circostanza che rende urgente la definizione di un quadro negoziale strutturato. Alla luce di tali condotte non univoche da parte degli istituti di credito, il management - valutata come prioritaria l'esigenza di preservare la continuità aziendale e l'ordinaria operatività - ha ritenuto opportuno che le interlocuzioni con i creditori finanziari proseguano nell'ambito della composizione negoziata della crisi.
Il management ha predisposto un progetto di piano di risanamento, che prevede, in sintesi: il consolidamento delle linee di business Storage Residenziale e Industriale e lo sviluppo progressivo del segmento Commercial & Industrial (C&I), con l'obiettivo di una stabilizzazione dei ricavi nell'intorno di 15 milioni di euro; l'evasione delle commesse in essere relative al "Decreto Cratere"; una significativa razionalizzazione della struttura dei costi indiretti; (iv) la riorganizzazione della struttura del personale, anche mediante il ricorso ad ammortizzatori sociali; l'ottimizzazione del capitale circolante attraverso il progressivo smobilizzo del magazzino e la revisione delle logiche di approvvigionamento; la cessione di un immobile attualmente oggetto di leasing e lo smobilizzo dei crediti di imposta relativi all'Ecobonus/Superbonus. Il Progetto di Piano prevede il raggiungimento del break-even operativo (EBITDA) nel 2029.