(Teleborsa) - Crescita del PIL contenuta sia nel 2026 sia nel 2027, per poi rafforzarsi nel 2028. Le proiezioni macroeconomiche per l'Italia elaborate dagli esperti della Banca d'Italia nell'ambito dell'esercizio coordinato dell'Eurosistema indicano che il prodotto interno lordo crescerà dello 0,5% nel 2026, dello 0,4% nel 2027 e dello 0,9% nel 2028. Sull'attività incide l'indebolimento della domanda interna, frenata dal rincaro dell'energia e dall'aumento dell'incertezza geopolitica.
Le stime non includono i dati Istat del 29 maggio, che hanno rivisto al rialzo di 0,1 punti la crescita del primo trimestre: tenendo conto di questa revisione, il PIL 2026 si collocherebbe allo 0,6%, con consumi ed esportazioni più elevati rispetto al quadro descritto.
La spesa delle famiglie si indebolirebbe significativamente dalla seconda metà dell'anno in corso, per poi riacquisire vigore nel 2028. Gli investimenti risentirebbero dell'incertezza geopolitica, del deterioramento della domanda e dell'aumento dei costi di finanziamento, ma continuerebbero a beneficiare della transizione digitale ed energetica e del completamento degli interventi del PNRR. Le esportazioni rimarrebbero moderate quest'anno per poi accelerare nel biennio successivo, mentre il saldo di conto corrente scenderebbe allo 0,5% del PIL nel 2026 per l'ampliamento del disavanzo energetico, tornando poco sopra l'1% nel 2027-28. L'occupazione continuerebbe a espandersi, pur rallentando, e il tasso di disoccupazione scenderebbe al 5,4% nel 2026.
L'inflazione misurata dall'indice armonizzato dei prezzi al consumo salirebbe al 3,1% nella media del 2026, riflettendo principalmente l'aumento dei prezzi energetici, per tornare al 2% nel biennio successivo. Al netto delle componenti più volatili, l'inflazione resterebbe vicina al 2% nell'intero triennio. Rispetto alle previsioni di aprile, le stime sono state rivisto al rialzo di 0,5 punti nel 2026 e 0,2 punti nel 2027, principalmente per ipotesi di prezzi delle materie prime più elevati. Le proiezioni di crescita risultano nel complesso simili a quelle dei principali previsori per il 2026 e generalmente inferiori per il 2027, mentre quelle di inflazione sono superiori alle stime della maggioranza degli analisti per entrambi gli anni.
Data l'elevata incertezza, l'esercizio di giugno è stato corredato da tre scenari alternativi. Nello scenario severo, con prezzo del petrolio superiore di oltre il 60% e prezzo del gas più che doppio rispetto allo scenario di base, la crescita del PIL risulterebbe inferiore di circa 0,4 punti nel 2026, quasi 1,5 punti nel 2027 e oltre mezzo punto nel 2028, mentre l'inflazione sarebbe più alta di oltre un punto nel 2026, quasi due punti nel 2027 e mezzo punto nel 2028. Nello scenario avverso, con un aumento dei prezzi pari a circa un terzo di quello severo, il PIL perderebbe poco più di mezzo punto cumulato nel triennio, con inflazione più elevata di 0,3 punti nel 2026, 0,5 nel 2027 e 0,2 nel 2028. Nello scenario più favorevole, con un rapido ritorno dei prezzi energetici ai livelli pre-conflitto entro metà 2027, la crescita risulterebbe più elevata di 0,3 punti complessivi e l'inflazione inferiore di 0,2 punti sia nel 2026 sia nel 2027.
Banca d'Italia: PIL +0,5% quest'anno, inflazione al 3,1% per il rincaro energetico
Gli scenari sul Medio Oriente: in quello peggiore il PIL perderebbe fino a 1,5 punti nel 2027.
12 giugno 2026 - 19.51