(Teleborsa) - Seduta sottotono per i listini statunitensi che restano appesantiti dal comparto tech.
Ad essere più colpite dalle vendite sono le aziende maggiormente esposte alla filiera dell’intelligenza artificiale. Dopo mesi di euforia, crescono infatti i dubbi se siano giustificabili valutazioni molto alte in assenza di ritorni tangibili che dovrebbero arrivare dai massicci piani di investimento annunciati dalle società.
Resiste il Dow Jones che sale dello 0,25% a 51.844 punti, mentre perde terreno l'S&P-500, che retrocede a 7.405 punti, ritracciando dello 0,91%.
Depresso il Nasdaq 100 (-2,5%); come pure, in discesa l'S&P 100 (-0,89%).
Apprezzabile rialzo nell'S&P 500 per i comparti beni di consumo per l'ufficio (+1,62%), sanitario (+1,10%) e utilities (+0,88%). In fondo alla classifica, i maggiori ribassi si manifestano nei comparti informatica (-2,66%), beni industriali (-1,24%) e materiali (-0,75%).
Così, tra le peggiori performance, si rilevano i forti cali di realtà tech come Sandisk (-12,5%), Micron (-11%), Qualcomm (-9%) e AMD (-5,4%).
Ed è proprio, però, dai conti di Micron, in uscita domani, che i mercati si attendono nuove indicazioni se la spesa per l’intelligenza artificiale possa continuare a trainare il rally del settore tecnologico.
Dall'agenda macro, a giugno, la stima flash sull'indice PMI Manifatturiero è stata pari a 55,7 punti, in aumento dai 55,1 punti di maggio e oltre i 54,6 punti attesi dagli analisti. In rafforzamento anche l'indice del settore terziario. Sempre a giugno, la stima flash sul PMI dei servizi indica 51,3 punti, che si confronta con i 50,7 di maggio e con i 51,1 del consensus. Il PMI composito si attesta così a 52,2 punti dai 51,5 precedenti.
Nello stesso mese, è invece peggiorato l'indice Fed di Richmond sullo stato del settore manifatturiero. L'indicatore che sintetizza lo stato dell'attività del distretto è infatti calato a 4 punti dai 13 di maggio e contro gli 8 punti delle aspettative.