(Teleborsa) - La nuova era inaugurata dal nuovo Presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, che ha lasciato tassi invariati al 3,50-3,75%, considerando questa decisione di per sé una mossa restrittiva, trova conferma in alcune dichiarazioni di due membri del FOMC, che preannunciano il mantenimento di tassi d'interesse fermi, a dispetto dell'impennata registrata dall'inflazione a maggio.
Gollsbee e Williams non vedono interventi all'orizzonte
Due esponenti della Federal Reserve - Austan Goolsbee e John Williams - hanno espresso ieri un cauto ottimismo sull'andamento dei prezzi, senza tuttavia segnalare la probabilità di una variazione a breve dei tassi di interesse. Il primo è membro non votante quest'anno e avrà diritto di voto nel 2027, mentre Williams è votante permanente.
Il presidente della Federal Reserve di Chicago, Austan Goolsbee, ha affermato che l'inflazione continua a muoversi nella direzione sbagliata, pur in presenza di alcuni segnali positivi. In un'intervista a CNBC, Goolsbee ha evitato di pronunciarsi sulla direzione futura dei tassi, ribadendo la centralità del tema inflazione, in linea con quanto espresso una settimana prima dal nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh. "In questo momento, tra i due lati del mandato della Fed, il lato dell'inflazione e il lato del mercato del lavoro, chiaramente il problema è sul lato dell'inflazione", ha ammesso Goolsbee.
Più ottimista il presidente della Fed di New York, John Williams, che attende l'inizio di una tendenza al ribasso delle letture sull'inflazione. L'esponente del FOMC si è detto soddisfatto del livello attuale dei tassi, pur attendendosi un graduale rallentamento dell'inflazione. Williams ha indicato tre fattori a sostegno di un'attenuazione dei prezzi: il calo dell'impatto dei dazi, l'auspicio di una conclusione della guerra in Iran con conseguente distensione dei prezzi energetici e il previsto rallentamento dell'inflazione degli affitti. Secondo le sue stime, l'inflazione scenderà al 3,5% quest'anno dall'attuale 4,1%, per poi "proseguire su un sentiero di discesa" verso l'obiettivo del 2% entro il 2028.
L'inflazione PCE core ha raggiunto un picco del 3,4%
Le dichiarazioni dei due esponenti della Fed sono arrivate poche ore dopo la diffusione dei dati sull'inflazione core, misurata dall'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), il parametro di inflazione preferito dalla banca centrale statunitense, che si è attestata al 3,4% a maggio, il livello più alto da ottobre 2023. Gli aumenti dei prezzi sono risultati distribuiti in modo piuttosto uniforme, con i beni in rialzo dello 0,4% e i servizi dello 0,5%, il dato più elevato da gennaio. Sul fronte dei beni, gran parte dell'incremento è stata trainata dall'energia, salita del 6,5%, mentre i servizi sono stati spinti dai trasporti, accelerati dello 0,8%.
Mercati puntano a rialzo tassi a settembre
Frattanto, iI mercati ancora ritengono possibile un rialzo del tasso di riferimento a settembre, anche Goolsbee non ha preso posizione, proprio come ha fatto il Presidente Warsh, che ha "rottamato" la cosiddetta forward guidance nella comunicazione della banca centrale. Il comunicato diffuso al termine della riunione del Federal Open Market Committee infatti è risultato nettamente più breve del consueto e privo del linguaggio sulle indicazioni prospettiche.
La prossima riunione del FOMC è in programma il 28 e 29 luglio: i mercati, secondo il FedWatch del CME, prezzano una probabilità di rialzo intorno al 30%.
Fed divisa su lettura dati inflazione ma tassi restano fermi
Gli interventi di due membri della Federal Reserve dopo la diffusione dei dati sul PCE core di maggio
26 giugno 2026 - 08.00