(Teleborsa) - Volkswagen prepara quello che potrebbe diventare il piano di ristrutturazione più radicale della sua storia. Secondo quanto riporta Manager Magazin citando fonti interne, il CEO Oliver Blume starebbe pianificando di tagliare fino a 100.000 posti di lavoro sui circa 657.000 dipendenti del gruppo a livello mondiale, il doppio rispetto ai 50.000 tagli già annunciati a marzo e all'epoca già considerati storicamente significativi. Contenuto ribasso per il titolo, che mostra una flessione dell'1,40% a Francoforte.

Oltre ai tagli occupazionali, il piano prevede la chiusura di quattro stabilimenti tedeschi nel medio termine: i siti VW di Hannover, Zwickau ed Emden, e la fabbrica Audi di Neckarsulm, con la produzione che verrebbe progressivamente dismessa al termine del ciclo di vita dei modelli attualmente assemblati. Resta tuttavia da chiarire come un taglio di tale portata possa essere attuato nel rispetto degli accordi sindacali: VW dispone di un accordo di garanzia occupazionale fino a fine 2030, Audi fino a fine 2033.

Il piano includerebbe anche una profonda revisione strutturale del gruppo, con lo scorporo del marchio Volkswagen e della divisione componentistica in società indipendenti, aprendo potenzialmente la strada a future quotazioni separate.

Nel primo trimestre 2026 l'utile netto del gruppo è crollato del 28% a 1,56 miliardi di euro e i ricavi sono scesi del 2% a 75,7 miliardi, con vendite in calo del 20% in Cina.