(Teleborsa) - Il prezzo medio globale del carburante alla pompa rimane elevato a 202 dollari al barile, e ha riassorbito solo circa il 45% del rally di inizio 2026.

E' quanto osserva Goldman Sachs che in un report sottolinea come il divario tra tale valore e il Brent rimanga al massimo storico di 128 dollari al barile.

Questo differenziale record "è dovuto a margini di profitto all'ingrosso e al dettaglio globali insolitamente ampi, rispettivamente di 27 e 100 dollari. Il nostro prezzo medio ponderato globale alla pompa rimane elevato perché i cali rispetto al picco di aprile 2026 sono limitati negli Stati Uniti e in Cina e insignificanti in India, dove i responsabili politici hanno stabilizzato i prezzi al dettaglio fino a metà maggio, e in Russia, a causa della carenza di carburante che ha fatto aumentare i prezzi da maggio".

Gli esperti ritengono probabile che "i prezzi al dettaglio dei carburanti rimangano elevati rispetto ai prezzi del greggio, in considerazione dei fattori restrittivi relativi alla raffinazione, i continui rischi geopolitici per l'approvvigionamento di prodotti raffinati e la trasmissione asimmetrica dei costi".

Al riguardo, tra i fattori, Goldman Sachs stima che "un elevato tasso di utilizzo degli impianti di raffinazione e basse scorte di prodotti, manterranno i margini di profitto dei prodotti raffinati all'ingrosso ben al di sopra delle medie storiche".

Inoltre, le interruzioni della produzione nelle raffinerie in Medio Oriente e Russia corrispondono a quasi 5 milioni di barili al giorno al di sopra della norma stagionale a causa dei danni causati da droni e missili.

Infine, si osserva che l'aumento dei prezzi dell'energia spinge al rialzo i prezzi al consumo più di quanto un loro calo li spinga al ribasso.