(Teleborsa) - Il sentiment dei fund manager a livello globale è al massimo da febbraio 2026, trainato dall'ottimismo per il "boom" macroeconomico, gli investimenti in intelligenza artificiale e la politica monetaria accomodante della Fed. È quanto emerge dal consueto "Global Fund Manager Survey" di Bank of America (BofA) per il mese di luglio 2026, a cui hanno partecipato 181 operatori con asset under management (AUM) per 484 miliardi di dollari.

Alla domanda su quale sia lo scenario più probabile per l'economia globale nei prossimi 12 mesi, un record del 54% degli investitori prevede un "no landing". Un altro 39% prevede un "soft landing", mentre un minimo storico del 2% prevede un "hard landing". L'ottimismo sulla crescita globale ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 5 mesi a luglio, il 21% netto prevede un'economia più forte. Le aspettative macroeconomiche si stanno allineando alla performance azionaria statunitense.

Sull'inflazione, il 4% netto degli investitori di luglio prevede un'inflazione globale più bassa, un'inversione di tendenza significativa rispetto al mese scorso, quando il 45% netto prevedeva un'inflazione più alta. Le prospettive sui tassi sono diminuite di pari passo con le prospettive sull'indice dei prezzi al consumo (CPI), con l'1% netto che prevede tassi a breve termine più elevati, in calo rispetto al 34%. Le aspettative di inflazione sono state ridimensionate in seguito al calo delle previsioni sul prezzo del petrolio a fine anno, passate da 86 dollari al barile a giugno a 71 dollari al barile. Solo il 2% degli investitori prevede che il petrolio superi i 90 dollari al barile.

Per quanto riguarda la politica monetaria, alla domanda se la Fed aumenterà i tassi prima delle elezioni di metà mandato statunitensi, l'83% ha risposto di no (il 14% di sì). Separatamente, alla domanda su come la Fed modificherà il tasso nel prossimo anno, solo il 36% si aspetta almeno un aumento e il 29% non prevede alcuna variazione.

Per quanto riguarda le elezioni di metà mandato statunitensi (attualmente i Repubblicani detengono la maggioranza sia alla Camera che al Senato), le aspettative di una vittoria schiacciante dei Democratici (Camera e Senato a maggioranza democratica) sono salite al 27% dal 22%, ma gli investitori ritengono che l'esito più probabile sia una Camera a maggioranza democratica e un Senato a maggioranza repubblicana (44%).

Gli investitori rimangono ottimisti sulle prospettive dell'AI: alla domanda se uno dei principali fornitori di servizi di AI avrebbe annunciato un taglio delle spese in conto capitale nel 2026, la maggioranza (61%) degli investitori non si aspetta alcun taglio (contro il 28% che risponde affermativamente).

Una quota maggiore di investitori continua inoltre a credere che i titoli azionari del settore AI non siano in una bolla (48% contro il 43% che risponde affermativamente).

La "bolla dell'AI" è salita al primo posto tra i maggiori rischi estremi a luglio, secondo il 45% degli investitori (in aumento rispetto al 28% del mese precedente). A giugno, il rischio estremo percepito numero 1 era la "seconda ondata di inflazione", ora è sceso al secondo posto (26% degli investitori, dal 34%). A luglio, inoltre, il 48% degli investitori di ha affermato che le "spese in conto capitale dei fornitori di servizi di AI" rappresentano la fonte più probabile di un evento creditizio sistemico, seguito dal "credito privato" con il 34%.