(Teleborsa) - Partenza debole per la borsa di Wall Street, mentre cresce l'attesa per la riunione della Federal Reserve, in calendario il 29 luglio. A pesare sul listino contribuiscono le vendite sul comparto tecnologico e le tensioni tra Stati Uniti e Iran che spingono i prezzi del petrolio, con il Brent sopra gli 85 dollari al barile, alimentando i timori di nuove pressioni inflazionistiche.
Sul fronte macroeconomico, le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate dello 0,2% a giugno, confermando la tenuta dei consumi nonostante il calo degli incassi delle stazioni di servizio, penalizzati dalla discesa dei prezzi della benzina. Al netto del comparto carburanti, le vendite sono cresciute dello 0,7%, sostenute dall'e-commerce, dai concessionari auto e dai beni discrezionali. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese a 208.000 nella settimana conclusa l'11 luglio, al di sotto delle 217.000 attese dal mercato e al livello più basso da maggio. Anche i sussidi continuativi sono diminuiti, confermando un mercato del lavoro ancora resiliente.
L'insieme dei dati rafforza l'idea di un'economia USA ancora solida, uno scenario che potrebbe ridurre le aspettative di un imminente allentamento della politica monetaria da parte della Federal Reserve.
Sullo sfondo restano le preoccupazioni degli investitori per l'impatto dell'intelligenza artificiale sui risultati delle società, mentre prosegue senza sosta la stagione delle trimestrali. Gli addetti guardano ai conti di Netflix in arrivo dopo la chiusura dei mercati.
Sulle prime rilevazioni, il Dow Jones si attesta sui valori della vigilia a 52.733 punti, mentre, al contrario, cede alle vendite l'S&P-500, che retrocede a 7.551 punti. Negativo il Nasdaq 100 (-0,77%); sulla stessa tendenza, in lieve ribasso l'S&P 100 (-0,37%).