(Teleborsa) - L' infrastruttura di ricarica per i veicoli elettrici sta crescendo di pari passo con il parco circolante di auto elettriche in tutti i Paesi dell’Unione europea, ad eccezione di Malta. È quanto emerge da una nuova analisi di Transport & Environment (T&E), la principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti, secondo cui la maggior parte dell’UE ha già raggiunto gli obiettivi relativi alla presenza di colonnine di ricarica rapida ogni 60 km lungo le principali arterie stradali. Anche l’Italia è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi relativi alla copertura della distanza tra colonnine fast-charge e ha già superato quelli sulla potenza installata rispetto alla flotta elettrica.

L’analisi di T&E mostra che la rete di ricarica si è sviluppata in anticipo rispetto alla forte crescita delle vendite di auto elettriche registrata nel 2025 e nel 2026. Un segnale che gli obiettivi fissati dall’Unione europea stanno contribuendo a sostenere la transizione verso la mobilità elettrica.

Alla fine del 2025 nell’Unione europea erano presenti circa 1,1 milioni di punti di ricarica pubblici, cinque volte più che nel 2020. In parallelo, anche la potenza minima di ricarica pubblica pari a 1,3 kW per ogni veicolo elettrico a batteria (BEV) presente nel parco auto nazionale che ogni stato dovrebbe garantire, come stabilito dal regolamento europeo sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (AFIR), che misura la capacità della rete anche in termini di potenza disponibile, è stata raggiunta da tutti gli Stati membri, ad eccezione di Malta, alla fine di marzo 2026.

Nel complesso, l'Unione europea supera il requisito previsto del 180%. L'Italia, in particolare, ha superato di gran lunga l'obiettivo europeo relativo alla capacità di ricarica rispetto al numero di auto elettriche in circolazione, raggiungendo un livello di conformità pari al 240%.