(Teleborsa) - L'utility romana ha chiuso il primo semestre 2026 con ricavi consolidati pro-forma pari a 1,55 miliardi di euro, evidenziando una crescita del 2% rispetto al corrispondente periodo del 2025. Le attività regolate contribuiscono per circa 1,2 miliardi, confermandosi su livelli sostanzialmente in linea con quelli dell'esercizio precedente.

L’EBITDA pro-forma ricorrente aumenta del 4% a 719 milioni, sostenuto dalla crescita organica dei business regolati a conferma della solida performance operativa del Gruppo.

L’EBITDA consolidato pro-forma si attesta a 721 milioni, in flessione del 1,9%. Tale dinamica riflette principalmente la contabilizzazione, nel 2025, dei premi per la qualità tecnica e contrattuale del servizio idrico integrato per il periodo 2022-2023, nonché gli effetti della variazione di perimetro legata alla cessione delle attività di Alta Tensione (AT) e di alcuni asset fotovoltaici, oltre al deconsolidamento di Publiacqua.

L’Utile netto consolidato raggiunge 454,5 milioni, raddoppiando rispetto al 1H2025. Il risultato beneficia, tra le altre, della plusvalenza realizzata a seguito della cessione di ACEA Energia (268,5 milioni). L’Utile netto ricorrente registra un incremento del 16% a 176 milioni.

Al 30 giugno 2026, il rapporto Net Debt/EBITDA LTM pro-forma si attesta a 3,64x, rispetto a 3,27x del 31 dicembre 2025.

Il management ha confermato la guidance per il 2026, che non include i risultati di ACEA Energia riclassificati nelle “Attività Discontinue”. In dettaglio: EBITDA a +3%/+5% rispetto al 2025 restated di 1.365 milioni (l’EBITDA 2025 restated è calcolato al netto delle partite non ricorrenti, escludendo il contributo della rete AT nei 9M2025, del fotovoltaico ceduto nel 2025 e di Publiacqua); Investimenti circa 1,5 miliardi (1,2 miliardi netto contributi pubblici); Ratio Net Debt /EBITDA 3,5-3,6x.

Al momento alla Borsa di Milano il titolo Acea cede circa il 5% a 21,2 euro.