(Teleborsa) - La Commissione Giustizia della Camera ha chiuso gli emendamenti nell’ambito del Ddl recante "Delega al Governo per la riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile" (AC 2628), approvando, tra l’altro, il reinserimento dell’ambito giuslavoristico tra le attività tipiche della professione. Dopo che la Commissione avrà licenziato il testo, il Ddl è atteso in Aula alla Camera e poi ci sarà l’esame in Senato.

Le altre novità riguardano l’aggiornamento dei parametri per la determinazione dei compensi al fine di adeguarli all’evoluzione della professione e garantire il giusto riconoscimento della qualità delle prestazioni rese; la razionalizzazione del sistema delle specializzazioni, evitando la proliferazione di registri e sotto-albi, per preservare l’unità e l’identità della professione; la revisione della disciplina delle incompatibilità, con un sistema moderno fondato su controlli di legittimità ex post, nel rispetto della normativa europea; nuove regole di governance, con una disciplina più chiara sulle cause di decadenza dalle cariche istituzionali; maggiore flessibilità nella disciplina elettorale, demandando ai decreti attuativi la definizione dei tempi di applicazione delle nuove regole.

"In virtù delle modifiche approvate, ora la nostra riforma guarda al futuro della professione nel suo complesso – dichiara Elbano de Nuccio, presidente nazionale della categoria –. Il riconoscimento dell’ambito giuslavoristico tra le attività tipiche dei commercialisti non crea nuove competenze, ma restituisce dignità normativa al lavoro che decine di migliaia di professionisti svolgono ogni giorno con competenza, responsabilità e dedizione al fianco di imprese e lavoratori. Abbiamo lavorato con determinazione affinché la legge tornasse a rappresentare la realtà quotidiana di migliaia di colleghi che, da sempre, assistono imprese e lavoratori in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale. Un risultato che restituisce certezza giuridica a competenze storiche".

"Il testo è il frutto di un confronto intenso, serio e rispettoso con il Parlamento e il Governo – continua de Nuccio –. Un lavoro che ha avuto il solo obiettivo di costruire un ordinamento professionale più moderno, coerente e aderente alla realtà. La forza di una professione non risiede nella difesa di privilegi, ma nella capacità di vedere riconosciuto ciò che ogni giorno produce valore per il Paese. Noi continueremo a lavorare con questo spirito: senza contrapposizioni, ma con la determinazione di chi sa che il futuro si costruisce con competenza, visione e senso di responsabilità".