(Teleborsa) - Meno distributori di carburanti in Italia, più grandi e moderni, in grado di offrire prezzi più bassi e servizi migliori: è l'obiettivo della riforma della rete di distribuzione, inserita dal governo nel Disegno di legge sulla Concorrenza, approvato in Consiglio dei ministri.

La norma prevede norme più rigide per gli impianti, per far chiudere quelli troppo piccoli e obsoleti, e fondi per finanziare la conversione a stazioni di ricarica elettrica o di biocarburanti. Nel Ddl non sono entrate le norme contro il telemarketing in telefonia, che avrebbero dovuto seguire quelle già varate dal Decreto Bollette contro le telefonate moleste per luce e gas.

Secondo fonti del ministero delle Imprese, queste norme potrebbero essere inserite durante il dibattito parlamentare, dopo un ulteriore confronto con le categorie coinvolte. Lo stesso potrebbe avvenire per il "diritto alla doggy bag", cioè la possibilità di portar via gli avanzi di cibo dai ristoranti. Era previsto fino a ieri nella bozza del Ddl, ma è sparito nel testo definitivo. P

Potrebbe però rientrare durante l'iter parlamentare, dopo una trattativa con i ristoratori. La riforma avvia la razionalizzazione della rete, favorendo la chiusura o la riconversione degli impianti obsoleti e a basso erogato verso i biocarburanti e la ricarica elettrica.

Dal Consiglio dei ministri via libera anche al decreto legislativo recante il Testo unico delle disposizioni legislative
in materia di adempimenti e accertamento e disposizioni di coordinamento e correttive relative ai Testi unici di cui all'articolo 21, comma 1, della legge 9 agosto 2023, n. 111, recante delega al Governo per la riforma fiscale. Il testo tiene conto dell'intesa sancita in sede di Conferenza unificata e dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari.