Caro carburanti, Urso: "Se necessario agiremo ancora"
(Teleborsa) - Dopo il fragile accordo di una pace mai decollata, tornano a salire i prezzi dei carburanti mentre su Hormuz continuano a soffiare venti di guerra.
Il governo si dice pronto, se sarà necessario, a intervenire di nuovo per ridurre le tariffe alla pompa, e che valuterà -quando ci sarà- la misura delle accise mobili. Intanto, nel disegno di legge sulla Concorrenza, che potrebbe andare domani in Consiglio dei ministri c'e' la riforma delle rete dei distributori di carburanti. L'obiettivo è ridurne il numero, eliminando quelli piccoli e obsoleti.
Intanto, nella giornata di ieri, mercoledì 22, il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è 1,949 euro al litro per la benzina (1,942 il prezzo di martedì) e 2,124 euro per il gasolio (2,107 martedì). Sulla rete autostradale, il prezzo medio self è di 2,040 euro a litro per la benzina (contro 2,032 il giorno prima) e 2,196 euro al litro per il gasolio (contro 2,181 euro il giorno prima).
"Il prezzo dei carburanti in Italia ovviamente è cresciuto, in linea con i mercati internazionali, ma meno di quanto sia cresciuto negli altri Paesi europei a cui dobbiamo confrontarci - ha commentato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso -. Il governo è intervenuto in maniera tempestiva, e anche efficace, e se sarà necessario un ulteriore intervento, lo faremo. Mi auguro in maniera altrettanto efficace, e quindi mirata".
(Foto: David ROUMANET / Pixabay)
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