(Teleborsa) - L’estate delle partite Iva italiane è fatta di lavoro, poche vacanze decise all’ultimo minuto e un gap di fatturato tra luglio e agosto. Solo il 19% dei liberi professionisti riesce o può staccare davvero dalla quotidianità, mentre 8 su 10 controllano ogni giorno email e telefono, restando reperibili in vacanza, oppure continuano a lavorare, anche se con ritmi più leggeri. Ciò nonostante, l’80% è soddisfatto della propria scelta di vita, soprattutto per la libertà di gestire il proprio tempo e il proprio lavoro.

Luglio è il secondo mese con il fatturato medio più alto dell'anno, pari a 2.853 euro, dopo dicembre (3.589 euro), anche perché molti professionisti mettono da parte risorse in vista delle tasse e delle vacanze, che nel 58% dei casi vengono organizzate con poco anticipo. Ad agosto, invece, il lavoro rallenta: il 9% in meno delle Partite IVA emette fatture, il fatturato medio scende del 14% rispetto a luglio e del 6% rispetto alla media degli altri mesi, soprattutto perché molti clienti chiudono per ferie. È la fotografia restituita da un’indagine della tech company Fiscozen, che ha preso in esame i dati 2025 di quasi 44mila Partite Iva per comprendere le abitudini estive e la distribuzione del lavoro nel periodo più caldo dell’anno.

Le professioni che lavorano di più in estate e quelle che rallentano
Non tutte le professioni vivono l'estate allo stesso modo. Ad agosto, mentre il mercato rallenta, alcuni settori lavorano più della media del resto dell'anno. È il caso dei servizi di alloggio e turismo, che registrano un +36% e un fatturato medio di 4.764 euro. Seguono le agenzie di viaggio (+12%), il settore immobiliare (+7%) e i servizi finanziari (+6,6%). Per altre professioni, invece, agosto è il mese più difficile. Il commercio al dettaglio registra un calo del 16% rispetto alla media degli altri mesi, con un fatturato medio di 2.098 euro.

Seguono l'assistenza sanitaria (-15%), i servizi legali e di contabilità (-15%), l'istruzione (-11%), i servizi alla persona (-10%) e le attività creative, artistiche e pubblicitarie (-9%).

"A prima vista può sembrare un paradosso: l'81% delle Partite Iva continua a lavorare anche durante le vacanze, ma allo stesso tempo l'80% si dice soddisfatto di questa scelta di vita. In realtà questi dati raccontano un cambiamento nel modo di vivere il lavoro e il riposo. Per molti professionisti, infatti, la pausa non coincide più con le classiche ferie concentrate ad agosto: organizzano il proprio tempo e le proprie risorse durante tutto l'anno, scegliendo in libertà quando rallentare e quando lavorare", commenta Enrico Mattiazzi, CEO di Fiscozen.

Le ferie in Partita IVA
Secondo un'altra indagine di Fiscozen, realizzata su un campione di 1.200 Partite Iva, le ferie sono considerate importanti dal 77% dei liberi professionisti. Tuttavia, solo il 42% riesce a programmarle con anticipo, mentre la maggior parte decide all'ultimo momento e si organizza per periodi di ferie più brevi. Nel corso dell'anno, il 34% fa meno di 15 giorni di vacanza, il 49% tra 15 e 30 giorni e solo il 17% supera il mese. Il 65% sceglie di restare in Italia, con il mare come meta preferita e la casa vacanza come soluzione più utilizzata.

Più della metà dei professionisti (53%) pensa di non riposarsi abbastanza per affrontare al meglio il lavoro durante il resto dell'anno. A pesare è anche il rapporto con i clienti: il 45% racconta che, anche quando avvisati dell'assenza, alcuni clienti continuano a contattarli presentando le richieste come urgenti o eccezionali, anche quando spesso non lo sono.

"I dati mostrano che per molti professionisti la vera sfida non è solo riuscire a prendersi una pausa, ma imparare a proteggere il proprio tempo. La libertà offerta dalla Partita Iva dipende dalla capacità del professionista di trovare la giusta armonia tra vita e professione, con confini più definiti tra attività e tempo personale. Anche perché il riposo è una condizione necessaria per continuare a crescere e portare avanti il proprio progetto nel tempo", conclude Mattiazzi.