(Teleborsa) - Gli advisor di Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM sarebbero in trattative su una possibile fusione tra pari, strutturata come mix di azioni e cassa, quale alternativa all'offerta da 35 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo su MPS. È quanto rivelato da Bloomberg che spiega come la struttura allo studio lascerebbe agli azionisti una proprietà che riflette ampiamente le attuali valutazioni delle due banche, con l'aggiunta di una componente cash – attraverso la distribuzione di un dividendo straordinario prima del perfezionamento dell'operazione, secondo Milano Finanza – per gli investitori MPS.

Data la complessità dell'operazione, secondo le fonti citate dalla testata finanziaria potrebbero servire alcune settimane prima di arrivare a una proposta definitiva. Una fusione permetterebbe di preservare Monte Paschi come istituto indipendente senza smembrarlo, creando al contempo un terzo grande gruppo bancario in grado di competere con Intesa e UniCredit. Intesa ha già fatto sapere che intende cedere gran parte della rete di sportelli MPS in caso di successo della propria offerta. Anche un accordo tra MPS e BPM includerebbe probabilmente la cessione di alcuni sportelli della nuova entità, in questo però per rispondere ai rilievi antitrust.

Per quel che riguarda il finanziamento dell'operazione, Milano Finanza ha fatto notare che MPS può fare leva su un eccesso di capitale da 3,3 miliardi (dato di fine 2025) ma anche sulla monetizzazione del 13,3% di Generali.

Il consiglio di MPS aveva già espresso dubbi sull'offerta Intesa, giudicandola troppo bassa, mentre aveva indicato che la proposta di fusione di Banco BPM meritasse "una valutazione completa e rigorosa". Eventuali intese con BPM dovranno inoltre tenere conto della posizione di Credit Agricole, primo azionista della banca italiana con una quota salita a circa il 30%.